Tersili-Savastano: il sangue del terrorismo rosso



Era il lontano 1982 quando, in una giovedì 21 gennaio come oggi, i Carabinieri Ausiliari Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, entrambi della stazione di Monteroni d'Arbia, in provincia di Siena trovavano la morte per mano dei Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria. Avevano 19 e 20 anni e sono morti nell’adempito del loro dovere al servizio della comunità, come ricorda la menzione che accompagna le loro medaglie d’oro al valor civile, che recita: “Carabiniere Ausiliario impegnato in operazione di ricerca degli autori di una rapina, poi risultati appartenenti a pericolosa organizzazione eversiva, mentre si accingeva a concorrere all'azione del Comandante della Stazione improvvisamente coinvolto, durante il controllo di elementi sospetti, in conflitto a fuoco veniva raggiunto mortalmente da colpi d'arma da fuoco esplosi proditoriamente dai malfattori. Sacrificava così la propria vita nel generoso slancio al servizio della collettività”.
Dopo una rapina avvenuta a metà mattina ad un’agenzia senese della Monte dei Paschi, veniva attuato - come da prassi - il blocco delle strade limitrofe: lungo la Strada Statale 2 - la Cassia - nel comune di competenza i due carabinieri - insieme al Maresciallo Capo Augusto Barna - fermavano la corriera diretta a Montalcino. Insospettiti dal comportamento e dalle risposte di un paio di persone le invitano a scendere per ulteriori accertamenti ma, appena scesi dalla corriera, vengono colpiti dai colpi esplosi dai malviventi: il Maresciallo - ferito - riesce a rispondere al fuoco, i due Carabinieri vengono colpiti a morte.
Al momento dei funerali le indagini circa il commando terrorista colpevole della strage sono ancora in corso, ma Siena si fermava per l’ultimo saluto ai suoi uomini, i cui nomi da allora sono sempre stati uniti dal comune destino.

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