« Proclamate e dimostrate per la gloria dell'Intelligenza che le loro dicerie non sono men basse di quei suoni sconci con cui il villano manda fuori per la bocca il vento dal suo stomaco rimpinzato di legumi. Proclamate e dimostrate che le loro mani, a cui il vostro padre Dante darebbe l'epiteto medesimo ch'egli diede alle unghie di Taide, sono atte a raccattar lo stabbio ma non degne di levarsi per sancire una legge nell'assemblea».
Hollande e il manifesto neolaicista: addio alla scuola francese
C'era una volta la scuola di stato francese. Oggi esiste una 'scuola' di partito. O, peggio ancora, una scuola di indottrinamento di una determinata ideologia (difficile immaginare quale...). L'ormai tristemente noto ministro Peillon, ha imposto a tutte le scuole del Paese la sua Carta della Laicità, già ribattezzata Manifesto Neolaicista.
I contenuti dell'assurda iniziativa del ministro sono davvero raccapriccianti: a scuola non si dovrà parlare di matrimonio, bisognerà far capire ai bambini che se papà mette la gonna è tutto normale e che nessuno può essere sicuro del suo sesso, perché può capitare che oggi o domani scopro di essere qualcos'altro. La semplicità del linguaggio di questo paragrafo è ricercata per provare a rendere ancora più chiaro che cosa si dovrà sentire in un asilo francese l'anno prossimo.
Celestino V ed i complotti: e se fosse 'solo' umiltà?
Il caso di papa Benedetto, che l'11 febbraio scorso ha rinunciato al Ministero Petrino, ha riportato in auge il celebre episodio di S.Celestino V.
Questo monaco, al secolo Pietro del Morrone, dopo essere stato incoronato il 29 di agosto del 1294 (oggi è per l'appunto l'anniversario), restò al governo solamente fino al 13 dicembre dello stesso anno, per poi abdicare. Non occupò mai il territorio vaticano, perché operò per tutto il tempo in Abruzzo.
Un teatro dell'assurdo sulle spalle degli italiani
Peccato che Pirandello non sia più fra noi. Peccato davvero, perché ora come ora avrebbe avuto spunti infiniti per il suo teatro dell'assurdo: fatti alla mano verrebbe da pensare che Bersani,
Renzi, Epifani e Bindi si stiano mettendo d'impegno per emularlo, e - cosa ancor più triste - pare che ci stiano riuscendo.
L'Italia è in crisi - ci è stato ripetuto fino alla nausea, ma sempre meglio ricordarlo... -, sia a livello economico che a livello politico: da tre anni abbiamo governi tutt'altro che rappresentativi della volontà del popolo, che prima vota Berlusconi e si trova Monti, poi sceglie Bersani e si trova Letta. L'Italia rischia seriamente di tornare a breve alle urne, vanificando così anche i provvedimenti anti-crisi del governo Letta. Saccomanno dice che la crisi è quasi finita, ma è molto più probabile che finisca prima questo governo che la crisi. Insomma, i nostri parlamentari ne avrebbero di cose da fare: non dimentichiamo i tagli ai costi della politica, la 'questione Berlusconi', la riforma della giustizia, la rimodulazione - o l'abolizione - dell'IMU e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò purtroppo non sembra assomigliare tanto ad una trama del teatro dell'assurdo quanto più ad una tragedia moderna. Poi però c'è il Pd.Un’introduzione al dibattito sul continuismo
Il pensiero medievale ha contribuito allo sviluppo della scienza moderna o, viceversa, lo ha ostacolato? La scienza del Medioevo e quella dell’età moderna sono tra loro in un rapporto di continuità o di discontinuità?
Queste domande sono alla base del cosiddetto dibattito sul continuismo; la secolare questione, cioè, che riguarda il rapporto tra la scienza medievale e quella moderna.
A partire dal XVII secolo, il Medioevo cominciò ad essere considerato un periodo di stagnazione filosofica. Tra 1600 e 1800 molti furono gli autori che si espressero negativamente sul ruolo della filosofia e della scienza medievale. Così fecero Francesco Bacone (il quale considerava l’età di mezzo come momento tutt’altro che propizio per la scienza), Voltaire ed il suo contemporaneo Condorcet (i quali consideravano la mentalità medievale come brutale e semplicistica e il trionfo del Cristianesimo come il segno della decadenza scientifico-filosofica); così pensava anche Burckhardt quando si trovò a riflettere sul concetto di Rinascimento. Per tutti questi autori, la scienza della prima modernità aveva un grosso debito nei confronti degli antichi ma non possedeva alcun legame con il pensiero medievale.
Il Papa del Sorriso: dalla campagna veneta a San Pietro
A 35 anni dall'elezione di Giovanni Paolo I, La Gazzetta del Pago ricorda Papa Luciani con una breve biografia, dall'infanzia in Veneto negli anni '10 fino alla sera del 26 luglio '78, quando si affacciò per la prima volta su Piazza San Pietro, ricostruendo i fatti grazie alle testimonianze dello stesso Servo di Dio e di chi gli è potuto stare vicino.
Albino Luciani nasce a Canale d'Agordo, allora Forno di Canale, giovedì 17 ottobre '12: considerato in imminente pericolo di vita viene battezzato il giorno stesso dalla levatrice, per poi essere battezzato in chiesa due giorni dopo da don Achille Ronzon. Il padre, Giovanni, era un operaio - forse di simpatie socialiste - che emigrò presto in Svizzera e Germania, prima di trovare lavoro a Murano come artigiano del vetro; la madre, Bortola Tancon, viene ricordata dalla figlia minore come "una donna rustega, come diciamo noialtri in veneto, molto semplice, ma di gran temperamento, volitiva, energica".
Pirandello e la fede
Luigi Pirandello, il filosofo del lontano, disincantato poeta della vanità dell'edonismo con cui l'uomo borghese, l'uomo di oggi, cerca di riempire la propria esistenza, in una magnifica intervista del 1936, dà conto della propria visione del mondo, giudicando il proprio teatro ed esplicitando la propria fede cristiana. Sipario sul senso religioso. Lo vado a trovare all'albergo. Mattiniero, già vestito, pronto per andare alla prova: mi ha dato un appuntamento che scombussola un po' le abitudini: sveglia, caffè anticipato, piani serali come per una partenza di buon mattino: «si gira».
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