Un anno di Papa Francesco

Ad un anno dall'elezione di Papa Francesco pubblichiamo l'omelia pronunciata il 19 marzo dell'anno scors o in occasione della Messa di Inizio del Suo Ministero Petrino.

TESTO INTEGRALE dell'OMELIA del SANTO PADRE FRANCESCO I
nella MESSA di INIZIO del MINISTERO PETRINO
con VIDEO 1 2

 Cari fratelli e sorelle!

Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza.


Con affetto saluto i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico.

Extraterrestre, portami via!

 Valli a capire gli italiani. Il 12 febbraio – pochi giorni prima la celebre staffetta Letta-Renzi – il 14% degli italiani si diceva favorevole a vedere il sindaco di Firenze a Palazzo Chigi. Il 3 marzo la fiducia personale nel nuovo premier era attestata al 64%. “Non mi fido molto delle statistiche – affermava uno scrittore americano - : un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media”: ed in effetti i sondaggi lasciano il tempo che trovano, si sa… Ma se vi è qualcosa di attendibile in questi numeri, una domanda sorge spontanea: che cosa avrà mai fatto Matteo Renzi nelle ultime settimane per guadagnarsi il favore degli italiani?

Sanremo: quando finisce?



Stasera inizierà Sanremo e speriamo finisca presto. Oppure che lo facciano pure durare, se credono: tanto, come penso molti, non lo guarderò. Per più ragioni. Anzitutto perché mi piace la canzone italiana; a chi mediamente segue ed organizza il Festival invece no, altrimenti non si spiegherebbe il trattamento riservato ai più bei brani degli ultimi trent’anni, da Almeno tu nell’universo di Mia Martini (1947-1995) – “premiata” con un desolante nono posto nel 1989 – aVita spericolata di Vasco Rossi, classificatasi penultima nel 1983.

Una seconda ottima ragione per non guardare Sanremo – non scrivo boicottare perché il boicottaggio richiede pur sempre un atto volontario, quasi uno sforzo, mentre la kermesse non merita che una sovrana indifferenza – è il fatto che, oltre a non premiare le canzoni migliori, sul palco ospitano i peggiori. Come quel tale, Rufus Wainwright, “artista” noto per l’esecuzione di testi come “Gay Messiah”, in cui si parla del «Messia che risusciterà da un film porno degli anni ‘70» e del «Battista» che «non viene battezzato nello sperma»: un soggetto simile merita pochi ascolti e tantissime preghiere.

Patti Lateranensi: le nozze senza amore tra il duce e il papa

Ci sposiamo senza amarci. Ci separeremo al più presto.” Così Don Primo Mazzolari, il profetico parroco di Bozzolo, commentò il Concordato firmato l’11 febbraio 1929 nel Palazzo Lateranense dal Duce d’Italia Benito Mussolini e dal Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede Pietro Gasparri. Dopo quasi 60 anni dalla breccia di Porta Pia, la spinosaquestione romana veniva risolta con il riconoscimento dello Stato Italiano da parte della Santa Sede. Questa, dal canto suo, al di là della conferma delle famose Guarentigie, dell’autonomia territoriale delle principali basiliche romane, di una congrua dello Stato Italiano al clero, ottenne che la Religione sarebbe stata fondamento e coronamento dell’Istruzione, in linea con le volontà di Pio XI al quale più che la questione romana, interessava la questione giovanile. Per il Santo Padre assicurarsi la formazione delle nuove generazioni, che il Fascismo avrebbe cresciuto come dei conquistatori, ben valeva il compromesso con un uomo quale Mussolini, come spiegò con la massima “pur di salvare un’anima, tratterei anche col diavolo”. Il duce, d’altro canto, aveva alle spalle una lunga carriera di anticlericale: oltre a non aver mai mostrato alcun accenno di Carità Cristiana, ateo furibondo, nato socialista, durante la Prima Guerra Mondiale aveva accolto irriverentemente la consacrazione dell’Esercito Italiano al Sacro Cuore.

Foibe: il dramma rimosso

Foibe. In questa oscura parola è racchiusa la tragedia dell’Italia nord-orientale la quale riassume in sé le più dolorose vicende del secolo scorso e l’ansia di un tremendo e temuto destino per le oltre 15 mila vittime. Paurosa parola, Foibe, che mette ancora brividi a coloro che videro risalire da una fossa i cadaveri dei fratelli, vittime di un massacro consumatosi in due atti, il primo successivo all’otto settembre e ancora nel maggio 45 quando i titini occuparono Trieste per 40 giorni, vittime i primissimi di vendette collettive, la cui esecuzione si trasformò con l’arrivo delle truppe rosse dall’entroterra, in metodo per gli oppositori del regime nazionalcomunista jugoslavo quali , oltre i civili, anche i gruppi di liberazione nazionale bianchi. Costoro, proprio perché rappresentanti della nuova Italia, erano molto pericolosi nella prospettiva delle rivendicazioni territoriali titine al tavolo della Pace che di fatto ratificherà l’ignominiosa occupazione di Friuli, Dalmazia ed Istria, confinando 350 mila di Italiani al dramma dell’esilio. Il loro naufragio, gravoso costo della necessità da parte delle forze alleate di assecondare Tito che li relega a vittime della storia, venne appesantito dai silenzi,dalla marginalizzazione, dalla mancanza di attenzione da parte della politica, nonché dall’odio comunista che li designò come volontari esuli dalla dittatura del proletariato. 
La nostra storia millenaria ci impone di fare del passato un fedele maestro della cui lezione, opportunamente appresa attraverso un'attenta documentazione, dobbiamo far tesoro nella quotidianità della nostra attività intellettuale e ancor più nel responsabile esercizio dell'italiana cittadinanza. In virtù della secolare fratellanza, già solo il dovere naturale derivante da codesto legame, grida al nostro cuore di ricordare con dolore coloro che morirono per la sola colpa di essere italiani, ma l'identificazione nella medesima istituzione statale, cui apparteniamo e la cui nascita passò per il travaglio di un'estenuante lotta per la libertà, impone il categorico compito di piangere i nostri fratelli vilmente uccisi come dei martiri

Per una Memoria Cosciente: la Shoah Cancellata

Nella Giornata della Memoria non possiamo esimerci dal riportare alla mente i dolorosi eventi che nel secolo scorso hanno segnato per sempre la storia dell'umanità e - nello specifico - del popolo ebraico. E per avere coscientemente memoria della storia bisogna avere l’onestà di raccontare i fatti per quello che sono stati, senza sottoporli a storpiature e manipolazioni ideologiche. Proponiamo dunque in tal senso una breve riflessione sulla condizione delle comunità ebraiche in Italia durante il Ventennio, per fare memoria della storia e - soprattutto - onorare la memoria dei morti della Shoah, consapevoli dell’entità delle responsabilità del nostro Paese solo dopo aver preso atto del reale corso della storia.
Affrontando l'argomento del rapporto fra fascismo ed ebraismo ci si trova subito di fronte un innegabile dato si fatto: fra il 18 settembre 1938 e la prima metà degli anni '40 il Governo Mussolini approvò una serie si provvedimenti chiaramente discriminatori nei confronti degli ebrei italiani, passate alla storia come leggi razziali, che supponevano una base ideologica rappresentata dalla dichiarazione dell'esistenza delle razze. E tuttavia queste non possono cancellare oltre 15 anni di governo, né possono giustificare la riduttiva rappresentazione che la storia rende di questo argomento.
Proponiamo anche noi dei dati di fatto parimenti incontestabili, che attestino la parziale falsificazione della storia, la manipolazione e l'alterazione dei fatti storici, la quasi totale falsità della vulgata resistenziale che ha sempre troneggiato nella cultura repubblicana.

Buon 2014 - Papa Francesco: FRATERNITÀ, FONDAMENTO E VIA PER LA PACE


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon anno!

All’inizio del nuovo anno rivolgo a tutti voi gli auguri di pace e di ogni bene. Il mio augurio è quello della Chiesa, è quello cristiano! Non è legato al senso un po’ magico e un po’ fatalistico di un nuovo ciclo che inizia. Noi sappiamo che la storia ha un centro: Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto, che è vivo tra noi; ha un fine: il Regno di Dio, Regno di pace, di giustizia, di libertà nell’amore; e ha una forza che la muove verso quel fine: la forza è lo Spirito Santo. Tutti noi abbiamo lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo, e Lui ci spinge ad andare avanti nella strada della vita cristiana, nella strada della storia, verso il Regno di Dio.