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"Il Signore mi accompagnerà" - Benedetto XVI

Santità, sono Simone, della Parrocchia di San Bartolomeo, ho 21 anni e studio ingegneria chimica all'Università «La Sapienza» di Roma. Innanzitutto ancora grazie per averci indirizzato il Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Gioventù sul tema della Parola di Dio che illumina i passi della vita dell'uomo. Davanti alle ansie, alle incertezze per il futuro, e anche quando mi trovo semplicemente alle prese con la routine del quotidiano, anch'io sento il bisogno di nutrirmi della Parola di Dio e di conoscere meglio Cristo, così da trovare risposte alle mie domande. Mi chiedo spesso cosa farebbe Gesù se fosse al posto mio in una determinata situazione, ma non sempre riesco a capire ciò che la Bibbia mi dice. Inoltre so che i libri della Bibbia sono stati scritti da uomini diversi, in epoche diverse e tutte molto lontane da me. Come posso riconoscere che quanto leggo è comunque Parola di Dio che interpella la mia vita? Grazie.

Rispondo sottolineando intanto un primo punto: si deve innanzitutto dire che occorre leggere la Sacra Scrittura non come un qualunque libro storico, come leggiamo, ad esempio, Omero, Ovidio, Orazio; occorre leggerla realmente come Parola di Dio, ponendosi cioè in colloquio con Dio. Si deve inizialmente pregare, parlare con il Signore: “Aprimi la porta”. E’ quanto dice spesso sant’Agostino nelle sue omelie: “Ho bussato alla porta della Parola per trovare finalmente quanto il Signore mi vuol dire”. Questo mi sembra un punto molto importante. Non in un clima accademico si legge la Scrittura, ma pregando e dicendo al Signore: “Aiutami a capire la tua Parola, quanto in questa pagina ora tu vuoi dire a me”.

"Solo se Dio è grande l'uomo è grande" - Benedetto XVI

Cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, cari Fratelli e Sorelle,

La festa dell’Assunta è un giorno di gioia. Dio ha vinto. L’amore ha vinto. Ha vinto la vita. Si è mostrato che l’amore è più forte della morte. Che Dio ha la vera forza e la sua forza è bontà e amore.

Maria è assunta in cielo in corpo e anima: anche per il corpo c’è posto in Dio. Il cielo non è più per noi una sfera molto lontana e sconosciuta. Nel cielo abbiamo una madre. E la Madre di Dio, la Madre del Figlio di Dio, è la nostra Madre. Egli stesso lo ha detto. Ne ha fatto la nostra Madre, quando ha detto al discepolo e a tutti noi: “Ecco la tua Madre!” Nel cielo abbiamo una Madre. Il cielo è aperto, il cielo ha un cuore.

"Vale la pena!" - Giovanni Paolo II

1. Condotti per mano dalla Vergine Maria e accompagnati dall'esempio e dall'intercessione dei nuovi Santi, abbiamo percorso nella preghiera diversi momenti della vita di Gesù.

Il Rosario, in effetti, nella sua semplicità e profondità, è un vero compendio del Vangelo e conduce al cuore stesso del messaggio cristiano: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3, 16).

Maria, oltre a essere la Madre vicina, discreta e comprensiva, è la migliore Maestra per giungere alla conoscenza della verità attraverso la contemplazione. Il dramma della cultura attuale è la mancanza di interiorità, l'assenza di contemplazione. Senza interiorità la cultura è priva di contenuto, è come un corpo che non ha ancora trovato la sua anima. Di cosa è capace l'umanità senza interiorità? Purtroppo conosciamo molto bene la risposta. Quando manca lo spirito contemplativo non si difende la vita e si ricompone tutto ciò che è umano. Senza interiorità l'uomo moderno mette in pericolo la sua stessa integrità.

"Alzati, ascolta, mettiti in cammino!" - Giovanni Paolo II

1. Steh auf! Lève-toi! Alzati! Sto se! (Lc 7,14).

"Questa parola del Signore al giovane di Nain risuona oggi con forza nella nostra assemblea, e si dirige a voi, cari giovani amici, ragazze e ragazzi cattolici della Svizzera!

Il Papa è venuto da Roma per riascoltarla insieme con voi dalle labbra di Cristo e per farsene eco. Vi saluto tutti con affetto, carissimi amici, e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza. Saluto pure i vostri Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e gli animatori che vi sono accanto nel vostro cammino.

"Il mondo è come una mappa che mostra il cielo" - Giovanni Paolo II

Cari giovani,
Giovani pellegrini sul sentiero della Vita,

"Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Gv 10,10).

1. Questa sera queste parole di Cristo sono rivolte a voi, giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Gesù dice queste parole nella parabola del Buon Pastore. Il Buon Pastore: che splendida immagine di Dio! Trasmette qualcosa di profondo e di personale sul modo in cui Dio si preoccupa di tutto ciò che ha fatto. Nella moderna metropoli è improbabile che voi vediate un pastore che cura il suo gregge. Ma possiamo riferirci alle tradizioni del Vecchio Testamento, in cui la parabola è profondamente radicata, al fine di comprendere la sollecitudine amorevole del Pastore verso il suo gregge.

"Sono veramente contento di avervi incontrato!" - Giovanni Paolo II

"Volevo dirvi a braccio poche cose perché vi ho parlato già tante volte nel corso di questi incontri, a cominciare da sabato al Laterano, poi la domenica della Palme e di nuovo oggi. Penso di avervi già detto abbastanza, non si deve esagerare.
Una cosa mi ha toccato e mi ha fatto essere un po' triste: mi hanno detto che quella lettera che ho scritto ai giovani è abbastanza lunga. Se lo dite voi dell'UNIV, che cosa diranno gli altri? Ma anche io penso che forse è un po' lunga: in ogni caso, prima deve essere letta, poi si dirà.

"Vi auguro di cambiare il mondo" - Giovanni Paolo II

"Pensando a quanto avete detto mi è venuta alla mente una riflessione che, probabilmente, è anche collegata all'avvicinarsi della mia visita in Inghilterra. È di uno scrittore inglese che, guardando Londra — una grandissima città che, come molte altre grandi città, andava scristianizzandosi — e pensando a questo, così pregava il Signore: «Dammi dieci santi, e cambierò questa città».
Mi avete parlato dei vostri colleghi che non hanno interesse per le questioni spirituali, religiose, etiche, e vivono con superficialità. La risposta a questo si trova nella parabola del lievito e della massa: il lievito cambia la massa, la fa crescere e diventare pane. Io penso che voi, avendo ricevuto la grazia di una più matura vocazione cristiana, più profonda, potete certamente continuare ad agire come il lievito nella massa.
Voi potete essere dunque come lievito nella massa, come quelli che sono capaci di cambiare anche le grandi metropoli, le grandi città, i grandi ambienti intellettuali, e possono portare un futuro migliore, perché nella realtà umana tutto si fa tramite l'uomo, è l'uomo a fare. Certamente, se l'uomo viene portato dalla forza di Dio, nella Grazia di Dio, se cammina insieme con Lui, è capace di cambiare il mondo. Vi auguro di cambiare il mondo, di migliorare il mondo. L'ultima parola di questo UNIV sia questo augurio: di migliorare il mondo".

Roma, 11 aprile 1982