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Le prime ore di Papa Francesco: la diretta dal Vaticano

23.53 Quando da piazza San Pietro viene annunciato che il nuovo Papa ha scelto di chiamarsi Francesco, la comunità dei frati di Assisi, custode delle spoglie del Poverello, ha «un sussulto di ammirazione e responsabilità». Ed è un «volto di tenerezza» quello che vede in Jorge Mario Bergoglio, già «Papa Francesco». Al quale i frati promettono subito con le parole del Santo «obbedienza e riverenza».

23.34 Parla Dolan Conclave grande speranza
L'elezione di Papa Francesco primo è una «pietra miliare per la Chiesa» e una «figura di unità per tutti i cattolici, ovunque essi risiedano», lo ha detto il cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan.
A nome dei vescovi degli Stati Uniti e dei fedeli delle 195 diocesi americane Dolan ha offerto al nuovo Papa preghiere e una promessa di fedeltà.


23.20 Papa Francesco I ha compiuto un gesto molto significativo nel chiedere la benedizione del popolo su di lui inchinandosi e pregando con tutti». Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «C'è anche in questo - ha fatto notare - una continuità con lo spirito di Benedetto XVI, in un modo nuovo di manifestarlo, continua una profonda comunione spirituale con Benedetto XVI». Per padre Lombardi è stata significativa anche l'attenzione alla diocesi di Roma e il pregare con tutti le preghiere più semplici del popolo cristiano, un atto di grande significato e pastoralita' semplice".

23.11 L'elezione di Jorge Mario Bergoglio «rappresenta una scelta straordinaria, di attenzione ai più poveri e alla pace, lui è un uomo meraviglioso ma sono sorpreso che su di lui sia stato raggiunto un consenso in soli cinque scrutini». Lo ha detto il cardinale americano Theodore McCarrick commentando l'ezione del nuovo Papa, il primo sudamericano della storia che, almeno sulla carta, non godeva dell'appoggio necessario per raggiungere il quorum dei due terzi dei voti.

«Pensavo che per raggiungere un consenso su di lui ci sarebbero voluti almeno sei o sette scrutini - ha detto McCarrick in un'intervista alla Cnn - per me si tratta di un grande momento, lui è un grande gesuita con molta esperienza e capacità di leadership, è bravissimo nel capire le persone e parla tante lingue. Sarà fantastico per la Chiesa».

23.09 Il nuovo Papa Jorge Bergoglio è tifoso, da sempre, del San Lorenzo del quartiere Almagro di Buenos Aires, club del quale ha la tessera n. 88.235.
La società è nota a Buenos Aires anche con il nome `Santa´: proprio perché `San´ Lorenzo e in quanto fondata da un sacerdote, Lorenzo Massa.
A ricordarlo è il quotidiano sportivo Ole', segnalando che il padre del nuovo Pontefice giocava nella squadra di basquet del San Lorenzo.
«Fin da bambino, Bergoglio andava allo stadio della squadra, il `Vecchio Gasometro´, proprio per accompagnare il papà, che giocava appunto al basquet.

22.54
 Calendario già fitto di impegni per Papa Francesco.

Domani mattina, 14 marzo, visita in privato in un luogo mariano a Roma.
Domani pomeriggio, alle 17, il Papa presiede la Concelebrazione eucaristica con i Cardinali elettori nella Cappella Sistina.

Alle ore 11 di venerdì 15 marzo il Santo Padre riceve in udienza tutti i cardinali nella Sala Clementina.
Sabato 16 marzo alle ore 11 udienza agli operatori delle comunicazioni sociali nell'Aula Paolo VI.
Domenica 17 marzo il Santo Padre recita l'Angelus alle 12.

La Messa per la solenne inaugurazione del Pontificato si celebrerà a San Pietro martedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe, alle ore 9.30.
Mercoledì 20 marzo: udienza ai Delegati Fraterni. Non c'è udienza generale


22.50 «I miei più cordiali complimenti e auguri per il suo pontificato». Così il presidente di Cuba Raul Castro in un messaggio di saluto al nuovo papa Jorge Bergoglio in un comunicato diffuso a l'Avana.

22.27 Noi gesuiti serviamo», «non cerchiamo autorità, e se recalcitriamo a fare il papa è per questo spirito di servizio». Così padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, sacerdote della Compagnia di Gesù a proposito del neoeletto 266/o papa, il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio. Questa elezione, commenta, «è una bella risposta» a quanti hanno letto la storia recente della Chiesa e il conclave in termini di «lotte di potere».Padre Lombardi, che confessa di essere ancora «sotto choc» per una elezione che, dice, «mi ha colto di sorpresa», mette in luce lo «stile di spiritualità» del nuovo pontefice romano, visibile soprattutto in uno dei suoi primi gesti: «chiedere la benedizione del popolo prima di dare la sua» e vi legge un segno di «continuità con lo spirito di Benedetto XVI che manifestava la sua gratitudine, la sua preghiera al popolo, questo - dice padre Lombardi - è un modo nuovo di manifestarlo, ma continua lo stesso spirito».Molto significativa per padre Lombardi è anche la scelta del nome da papa fatta dall'arcivescovo di Buenos Aires: Francesco.
«Non è che lo conosca molto bene, non ho un rapporto diretto, - racconta poi a proposito del suo confratello, primo gesuita a diventare papa - l'unica occasione che ricordo è la nostra comune partecipazione alla 33/a congregazione generale, quella in cui eleggemmo Peter Hans Kolvenbach: lui era provinciale Argentina e io della provincia italiana, è stato un momento importante della vita della Compagnia di Gesù che abbiamo vissuto insieme».
«L'altro giorno al giuramento in Sistina - prosegue il racconto del gesuita ancora nero circa il gesuita bianco - ci siamo salutati cordialmente, certo non mi aspettavo di vedermelo vestito di bianco. È stata una sorpresa - ha aggiunto - che manifesta il coraggio dei cardinali nello scegliere di passare l'Oceano e allargare la prospettiva, è la prima volta che abbiamo un papa che viene da un altro continente».

22.24 La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, si è congratulata «con il Papa Francesco I, la Chiesa cattolica e il popolo argentino, a nome del popolo brasiliano».
«Maggior Paese per numero di cattolici, il Brasile ha seguito con attenzione il Conclave e la scelta del primo Papa latinoamericano. È con aspettativa che i fedeli attendono l'arrivo di Francesco I a Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della Gioventù, nel prossimo luglio. Questa visita, che cade a poca distanza dall'elezione del Papa, rafforza le tradizioni religiose brasiliane e rafforza i legami tra il Brasile e il Vaticano», ha detto la presidente Rousseff.


22.22 Siamo orgogliosi che sia stato eletto Papa un uomo dalle radici astigiane». Lo afferma il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, commentando l'elezione al soglio pontificio del cardinale argentino, ma di origini piemontesi, Mario Bergoglio.
A fine febbraio il primo cittadino aveva inviato una lettera all'arcivescovo di Buenos Aires, in cui lo invitava a visitare i luoghi natali dei suoi avi. «In occasione del suo arrivo in Vaticano per il Conclave, l'amministrazione comunale da me presieduta - era il testo della lettera - sarebbe molto orgogliosa se ci onorasse della sua presenza».


22.20 Tutti aspettavano Scola o Scherer, e invece è uscito Bergoglio. Il Conclave partito con una sorta di spareggio tra due candidati ritenuti più forti - il cardinale di Milano e quello di San Paolo del Brasile - ha prodotto un risultato del tutto a sorpresa, frutto di uno sconvolgimento dei fronti in campo e di una soluzione in qualche modo di mediazione e «compromesso». Un Papa, Francesco, non giovanissimo come molti attendevano - ha 76 anni - con un profilo personale di austerità e semplicità, mostrate anche dalla scelta del nome che rimanda al santo di Assisi: un profilo che può mettere d'accordo, almeno momentaneamente, le diverse spinte sul futuro governo della Chiesa e sulle necessità del cattolicesimo nel mondo.

22.19 È con speranza che l'Islam, rappresentato da al Azhar - il più prestigioso centro di sapere sunnita che si trova al Cairo - guarda all'elezione di Francesco I. La speranza è quella di poter superare il `grande freddo´ che si è aperto due anni fa, in seguito ad alcune dichiarazioni di Benedetto XVI sulla protezione delle minoranze cristiane in Medio Oriente, considerate da al Azhar come un'ingerenza interna nei paesi della regione.

21.39 È già fitta l'agenda di appuntamenti di Papa Bergoglio. Domani terrà una Messa nella Cappella Sistina alle 17.
Venerdì alle 11 nella Sala Clementina riceverà in udienza i cardinali, sabato alle 11 nell'aula Paolo VI ci sarà l'incontro con i media. Domenica il primo Angelus di Papa Francesco e martedì 19 alle 9.30 la messa inaugurale di insediamento del pontificato. Il calendario degli appuntamenti di Papa Francesco è stato illustrato da Padre Lombardi.

21.36 «Sono orgoglioso e, da cattolico, commosso»: è il commento di Ricardo Alfonsin, figlio del presidente argentino Raul Alfonsin, tra i primi politici argentini a reagire l'elezione di Jorge Bergoglio.

21.34 Padre Lombardi: il papa incontrerà sabato i media nell'aula Paolo VI e Domenica ci sarà il primo Angelus 

21.32 «Paladino dei poveri e dei più vulnerabili». Così il presidente americano Barack Obama descrive Francesco I. La scelta di un Papa delle Americhe, il «primo», mostra «la forza e la vitalità di una regione» sempre più importante per il mondo intero: «condividiamo la gioia di questo giorno storico».

21.31 Papa Francesco ha telefonato a Benedetto XVI e «vedrà di incontrarlo nei prossimi giorni». Lo ha detto Padre Lombardi.

21. 25 Lombardi: Il coraggio dei Cardinali
scelta di Papa Bergoglio è una «sorpresa» ed è stata una scelta che dimostra «il coraggio dei cardinali di allargare le prospettive. È la prima volta di un Papa da un altro continente». Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana accoglie così la scelta del successore di Benedetto XVI. Un Papa che dimostra «stile di semplicità e di testimonianza evangelica» e che rappresenta inoltre una «continuità con Benedetto XVI». Per Lombardi è «una bella risposta alle attese del popolo latino americano».      
21.19 «Il Papa ha detto che vuole andare a pregare dalla Madonna e domani probabilmente andrà a Santa Maria Maggiore». Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi, nel briefing con i giornalisti 

21.14  “Una gioia immensa”. È il commento a caldo dei frati francescani di Assisi - diffuso attraverso il loro sito internet www.sanfrancescopatronoditalia.it - sulla scelta del nome del nuovo Papa. I Francescani “rendono lode a Dio e gioiscono per l'elezione del Sommo Pontefice Jorge Mario Bergoglio. La famiglia francescana si stringe al Santo Padre Jorge Mario Bergoglio con sentimenti di gratitudine, sincero affetto e profondo ossequio, promettendo con Francesco obbedienza e riverenza al signor Papa”. “In questo Anno della Fede – aggiungono - nell'accompagnare l'inizio del Suo ministero con la preghiera incessante, spera di accogliere il Sommo Pontefice nei luoghi sacri alla memoria e alla profezia di S. Francesco, strettamente legati alla Sede Apostolica con la Chiesa che è in Assisi retta dal suo Vescovo Domenico Sorrentino”.

21.12 «Sono contento. E prego perché il Signore lo assista e lo sostenga nel suo compito». Così don Andrea Ferrero, parroco a Portacomaro (Asti), il paese di origine della famiglia di papa Francesco. «Sarebbe bello - dice il sacerdote - poterlo incontrare. Ma naturalmente non mi sogno nemmeno di chiedere una cosa del genere. E per favore, non lo scrivete ...». Don Andrea guida la parrocchia di San Bartolomeo

21.06 «Mi compiaccio soprattutto con i cristiani dell'America latina, che per la prima volta vedono uno di loro alla guida della Chiesa cattolica». Lo ha detto Angela Merkel in un messaggio di congratulazioni al Papa Francesco I.

20.53 Il Presidente Napolitano, che - ma quanto si apprende - ha seguito l'annuncio della elezione dell'arcivescovo di Buenos Aires, Bergoglio, ha condiviso l'emozione del Paese per il discorso di Papa Francesco, colpito dalla semplicità delle parole pronunciate nella lingua nostra e della sua famiglia d'origine in Piemonte.

20.40 «Habemus Papam Franciscum'. L'annuncio del nuovo Pontefice è stato twittato sull'account @Pontifex, che dal giorno delle dimissioni di Papa Benedetto XVI era stato temporaneamente sospeso.

20.37 Aperture a tutta pagina per i due principali quotidiani argentini, il Clarin e La Nacion, rispettivamente di centrosinistra e di centrodestra, che però - probabilmente colti di sorpresa - hanno tardato diversi minuti e ancora non avevano la notizia sui loro siti mentre diversi quotidiani spagnoli e anche brasiliani avevano già titolato "Il Papa è Bergoglio".
"Il nuovo Papa è l'argentino Jorge Bergoglio", titola Clarin con una grande foto del cardinale con dietro una guardia svizzera, e poche informazioni essenziali sulla cronaca dell'elezione. La Nacion titola in modo sostanzialmente identico "L'argentino Jorge Bergoglio è il nuovo Papa", ma presenta già tre articoli: "bergoglio, un sacerdote gesuita di carriera", "Bergoglio, da rivale a successore di Ratzinger" e "I discorsi più polemici di Bergoglio".

20.36 «È un papa storico, un momento storico, perché è il primo papa latino-americano della storia della chiesa». Lo dicono ancora stravolti otto ragazzi argentini tra i 23 e i 24 anni che oggi hanno trascorso il primo dei loro 3 giorni di vacanza a Roma. «È incredibile sia per il Sudamerica che per l'Argentina -continuano a ripetere quasi non credendoci - Noi siamo stati davvero fortunati a vivere questa grande emozione».

20.23 «Il dovere del Conclave era dare un vescovo a Roma: sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo». Sono le prime parole pronunciate da Papa Francesco I, con un riferimento alla sua origine argentina. Incominciamo questo cammino della chiesa di Roma, vescovo e popolo insieme, di fratellanza, amore, fiducia tra noi, preghiamo uno per l'altro, per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Questo cammino di chiesa sia fruttuoso per l'evangelizzazione».
«Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il vescovo benedica il popolo vi chiedo che voi preghiate Dio di benedire il vostro vescovo».
E’ stata tangibile la commozione in piazza San Pietro tra i fedeli, quando papa Francesco I ha chiesto che fedeli pregassero per alcuni istanti per lui. È stato un continuo vociare di fedeli che dicevano «Bravo, bravo».
Papa Francesco ha benedetto in latino tutti i presenti, concedendo l'indulgenza plenaria. "Buona notte e buon riposo" ha detto congedandosi dalla folla

20.20 Il  nuovo papa è l'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergolio, nato i 17 dicembre del 1936 nella stessa città argentina di cui oggi è arcivescovo. È gesuita.

20.10 Il nuovo papa è Bergoglio

19. 53 Subito dopo l'esito del voto, il cardinale decano Giambattista Re si è rivolto al porporato scelto con la domanda sull'accettazione: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?; Con quale nome vuoi essere chiamato?». Subito dopo è avvenuta la bruciatura delle schede e la fumata bianca. Lo riporta la Radio vaticana sul suo sito.

fonte: vaticaninsider.org

Francesco I: il Pastore di Roma dalla fine del mondo

Fratelli e sorelle, buonasera!
Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. 

[…]

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

[Benedizione]

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!
  
fonte: vatican.va

HABEMUS PAPAM: FRANCESCO I

Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco I, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto.

L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo "San José" di San Miguel.

Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell'Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.
Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo "San José", di San Miguel, dove ha conseguito la laurea.

Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote.

Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.

È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni.

Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel.
Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l'ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor Emilio Ogñénovich.

Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.

È autore dei libri: "Meditaciones para religiosos" del 1982, "Reflexiones sobre la vida apostólica" del 1986 e "Reflexiones de esperanza" del 1992.

È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell'Università Cattolica Argentina.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001).

È stato Membro:
- delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica:
- del Pontificio Consiglio per la Famiglia:
- della Pontificia Commissione per l'America Latina;
- del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

Il 13 marzo 2013, secondo giorno del conclave, fu eletto Papa, 265° Successore di Pietro, con il nome di Francesco I.

Verso il Conclave: Card. Schonborn

Il Cardinale Christoph Schönborn, O.P. Arcivescovo di Wien (Austria), Ordinario per i fedeli di rito bizantino in Austria, nasce il 22 gennaio 1945 a Skalken (Skalsko), nella Diocesi di Litom?ice, in Boemia, nell'attuale Repubblica Ceca. Nel settembre del 1945 si trasferisce in Austria. Studia a Schruns e Bludenz (Voralberg).

Nel 1963 entra nell'Ordine Domenicano. Compie gli studi superiori nelle scuole dell'Ordine: a Walberberg presso Bonn (Filosofia e Teologia) e a Le Saulchoir (Teologia). Studia poi all'Università di Vienna (Filosofia e Psicologia); presso l'Ecole Practique des Hautes Etudes, La Sorbona (Cristianesimo slavo e bizantino) e presso l'Institut Catholique a Parigi (Teologia).
Viene ordinato sacerdote il 27 dicembre 1970. Consegue la licenza e il lettorato in Teologia nel 1971 e la Laurea in Teologia nel 1974 a Parigi.

Dal 1973 al 1975 è Cappellano degli studenti presso l'Università di Graz. Nel 1976 è professore straordinario di Dogmatica presso l'Università di Friburgo (Svizzera). Dal 1978 è professore ausiliario di teologia dell'Oriente cristiano. Dal 1981 al 1991 è Ordinario di Dogmatica.

È Membro della Commissione Teologica della Conferenza Episcopale Svizzera (1980-1991), della Commissione svizzera per il Dialogo fra ortodossi e cattolici romani (1980-1987), della Commissione svizzera per il Dialogo fra cattolici romani e cristiani (1980-1984), della Commissione internazionale dei Teologi (dal 1980); della Fondazione «Pro Oriente» (dal 1984).

Ha svolto la funzione di Segretario della Commissione per la Redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (dal 1987 al 1992).

L'11 luglio 1991 viene eletto Vescovo titolare di Sutri e al contempo nominato Vescovo ausiliare di Wien. Il 29 settembre 1991 riceve l'ordinazione episcopale nella Cattedrale di Santo Stefano.

Il 13 aprile 1995 viene nominato Arcivescovo coadiutore di Wien e il 14 settembre 1995 succede per coadiuzione all’Arcivescovo di Vienna.

Nel 1996 predica gli Esercizi Quaresimali in Vaticano, alla presenza di Giovanni Paolo II.
È autore di numerose pubblicazioni di alto valore scientifico. Significativi inoltre alcuni suoi interventi sul presente e sul futuro dell'Europa unita.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 1998, del Titolo di Gesù Divin Lavoratore.

Dal giugno 1998 è Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca.

È membro:
- delle Congregazioni: per la Dottrina della Fede; per le Chiese Orientali;
- del Pontificio Consiglio della Cultura;
- della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa;
- del Consiglio Speciale per l'Europa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Turkson

Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast (Ghana), è nato a Wassaw Nsuta, diocesi di Takoradi, l'11 ottobre 1948.

Dal 1962 al 1969 ha frequentato il «St. Theresa's Minor Seminary», in Amisano; dal 1969 al 1971 il «St. Peter's Regional Seminary», in Pedu, e dal 1971 al 1975 il «St. Anthony-On-Hudson, Rensselaer (State University of New York ad Albany). Ha poi compiuto gli studi di specializzazione in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma.

Il 20 luglio 1975 ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nella Cattedrale St. Francis De Sales in Cape Coast, dalla mani dell'Arcivescovo John Kodwo Amissah.

Ha ricoperto, tra gli altri, i seguenti incarichi: membro del personale del «St. Theresa's Minor Seminary» (1975-1976; 1980-1981); membro del personale del «St. Peter's Major Seminary» (1981-1987); docente (part time) dell'Università di Cape Coast, Facoltà di Religione, (1984-1986); Cappellano aggiunto presso l'Università di Cape Coast (1984-1986); docente ospite presso il Seminario Maggiore di Anyama in Abidjan (1983-1986).

La nomina ad Arcivescovo di Cape Coast è stata annunciata da Giovanni Paolo II il 21 novembre 1992. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale e preso possesso della Cattedrale di Cape Coast il 27 marzo 1993.

Il Card. Turkson è Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Ghana, dal 1997; Cancelliere del «Catholic University College of Ghana», dal 2002; membro della Pontificia Commissione per il Dialogo tra cattolici e metodisti, dal 1997; membro del Consiglio della «University of Ghana», Legon, dal 2001; membro del «National Sustainable Development» del Ministero per l'Ambiente, 2002; membro del Consiglio di amministrazione del Central Regional Development Committee, 2002; membro del Consiglio di amministrazione del Komenda-Edina-Eguafo-Abrem Agona Educational Trust Fund; Tesoriere del Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (Secam).

Lingue parlate: francese, italiano, tedesco, ebraico; scritte: francese, italiano, tedesco, ebraico, latino, greco.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, del Titolo di S. Liborio.

È Membro:
- del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani (dal 2002);
- della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa (dal 2002).

fonte: zenit.org

NUMERO SPECIALE: Come si elegge un papa

Procedura del Conclave
Il giorno fissato per l'inizio del conclave, tutti i cardinali si riuniscono nella basilica di San Pietro dove celebrano la Missa Pro eligendo Romano Pontifice. Il pomeriggio i cardinali elettori in abito corale si recano in processione cantando il Veni Creator dalla cappella paolina verso la cappella Sistina, dove, nei giorni dell'interregno, sono stati allestiti i banchi per la votazione nel coro, è stata eseguita la bonifica da qualsiasi mezzo audiovisivo o di trasmissione all'esterno, ed è stata montata la stufa, nella quale verranno bruciati appunti e voti degli elettori e verrà dato, attraverso i segnali di fumo, una fumata nera per ogni avvenuta votazione, fino a quando non verrà raggiunto il quorum previsto, che è indicato all'esterno con una fumata bianca.
Il giuramento
Giunti nel coro della cappella, il cardinale decano (oppure nell'ordine seguente, il vice decano o il più anziano dei cardinali elettori secondo l'ordine cardinalizio consueto di precedenza, se uno o più dei precedenti sia assente o impedito o sia un cardinale non elettore) pronuncerà per tutti gli elettori il giuramento:
(LA)
« Nos omnes et singuli in hac electione Summi Pontificis versantes Cardinales electores promittimus, vovemus et iuramus inviolate et ad unguem Nos esse fideliter et diligenter observaturos omnia quae continentur in Constitutione Apostolica Summi Pontificis Ioannis Pauli II, quae a verbis « Universi Dominici Gregis » incipit, data die XXII mensis Februarii anno MCMXCVI. Item promittimus, vovemus et iuramus, quicumque nostrum, Deo sic disponente, Romanus Pontifex erit electus, eum munus Petrinum Pastoris Ecclesiae universae fideliter exsecuturum esse atque spiritualia et temporalia iura libertatemque Sanctae Sedis integre ac strenue asserere atque tueri numquam esse destiturum. Praecipue autem promittimus et iuramus Nos religiosissime et quoad cunctos, sive clericos sive laicos, secretum esse servaturos de iis omnibus, quae ad electionem Romani Pontificis quomodolibet pertinent, et de iis, quae in loco electionis aguntur, scrutinium directe vel indirecte respicientibus; neque idem secretum quoquo modo violaturos sive perdurante novi Pontificis electione, sive etiam post, nisi expressa facultas ab eodem Pontifice tributa sit, itemque nulli consensioni, dissensioni, aliique cuilibet intercessioni, quibus auctoritates saeculares cuiuslibet ordinis et gradus, vel quivis hominum coetus vel personae singulae voluerint sese Pontificis electioni immiscere, auxilium vel favorem praestaturos. »
(IT)
« Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II,Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l'elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell'elezione del Romano Pontefice. »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - III, 53)

Poi ciascun cardinale singolarmente si reca all'Evangeliario e pronuncia l'ultima parte del giuramento:
(LA)
« Et ego N. Cardinalis N. spondeo, voveo ac iuro. »
(IT)
« Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro. »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - III, 53)

posta la mano sul Vangelo, prosegue:
(LA)
« Sic me Deus adiuvet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango. »
(IT)
« Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano. »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - III, 53)

Quando tutti i cardinali avranno pronunciato il giuramento il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie pronuncia:
(LA)
« Extra omnes. »
(IT)
« Fuori tutti. »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - III, 52)

Questo ordine invita tutti gli astanti, fuorché lo stesso maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, l'ecclesiastico incaricato di tenere la meditazione e i cardinali elettori, a uscire dalla Cappella Sistina. Il Maestro chiude la porta di accesso sotto chiave. L'ecclesiastico conduce la sua meditazione concernente i problemi della Chiesa e le qualità che il nuovo eletto dovrà possedere. Dopo la sua meditazione l'ecclesiastico lascia la cappella insieme al maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Seguono le preghiere. Il cardinale decano chiederà se vi sono ancora dubbi relativi alle procedure. Con la chiarificazione dei dubbi, le operazioni di voto possono cominciare. I signori cardinali arrivati dopo l'inizio del conclave sono comunque ammessi. Un cardinale malato può lasciare il conclave e poi esserne riammesso, un cardinale che lasci il conclave per qualsiasi altra ragione, non può ritornarvi.
Anche se nel passato i cardinali elettori potevano essere accompagnati da assistenti ("conclavisti"), ora solo un infermiere può accompagnare un cardinale che per motivi di salute necessita di assistenza, come confermato dal Collegio dei Cardinali.
Per assolvere alle incombenze dell'elezione dovranno essere disponibili il segretario del collegio dei cardinali, Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, due cerimonieri, due religiosi addetti alla sacrestia pontificia e un ecclesiastico assistente del decano del collegio dei cardinali, tutti preventivamente approvati dal camerlengo di Santa Romana Chiesa e dai suoi tre cardinali assistenti pro tempore. Il camerlengo e i tre cardinali assistenti pro tempore sono obbligati a vigilare perché non venga violata la riservatezza sia prima sia durante sia dopo le operazioni di voto e di spoglio. La segretezza è imposta per tutta la durata del conclave: ai cardinali, ai conclavisti e a tutto il personale non è permesso rivelare informazioni in merito all'elezione. Ai cardinali è fatto divieto di conversare con persone fuori dal conclave o di comunicate per posta, per radio o per telefono. La violazione del segreto da parte del personale ammesso ad assolvere alle incombenze del conclave è un reato punibile con la scomunica latae sententiae. Ai cardinali e' fatto ordine, graviter onerata ipsorum conscientia, di conservare il segreto anche dopo l'elezione del pontefice.
Gli scrutini 
Posto che la Universi Dominici Gregis abolisce le forme di elezione dette per acclamationem seu inspirationem e per compromissum, l'unica forma di elezione del Romano Pontefice ammessa è per scrutinium. Per la valida elezione sono richiesti i due terzi dei suffragi, conteggiati sul numero degli elettori presenti. Nel caso in cui il numero non sia divisibile per tre è necessario un voto in più.
Agli scrutini si accede subito dopo la chiarificazione degli ultimi dubbi di voto. Nel caso in cui le elezioni inizino il pomeriggio del primo giorno di conclave, vi sarà un solo scrutinio. I giorni seguenti vi saranno due scrutini al mattino, due al pomeriggio. Ciascun scrutinio si divide in tre fasi:
Antescrutinium
Scrutinium vere proprieque
Post-scrutinium
Antescrutinium. Questa prima fase prevede che i cerimonieri preparino e distribuiscano due o tre schede a ciascun cardinale elettore; che l'ultimo cardinale diacono estragga a sorte fra tutti i cardinali elettori, tre scrutatori, tre incaricati detti infirmarii che raccolgano i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae, e tre revisori; che i cardinali elettori, durante le votazioni, rimangano soli. Subito dopo la distribuzione delle schede, ma prima che gli elettori scrivano sulla propria scheda, il segretario del collegio dei cardinali, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie ed i cerimonieri escono. L'ultimo cardinale diacono chiude e apre la porta ogni volta si renda necessario (ad esempio quando gli infirmarii escono con una cassetta per raccogliere i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae, e poi ritornano).
Ciascun cardinale elettore dispone di una scheda di forma rettangolare, con riportata la scritta
« Eligo in Summum Pontificem »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - V, 65)
sotto la quale ognuno scriverà con grafia non riconoscibile il nome del cardinale che intende eleggere a Romano Pontefice.
Scrutinium vere proprieque. Quindi un cardinale alla volta si reca, tenendo in mano la scheda piegata in due e ben visibile presso l'altare dove sono i tre scrutatori e un'urna con un piatto appoggiatovi sopra. 

Arrivato dinanzi all'affresco Giudizio Universale di Michelangelo pronuncerà il giuramento:
(LA)
« Testor Christum Dominum, qui me iudicaturus est, me eum eligere, quem secundum Deum iudico eligi debere. »
(IT)
« Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto. »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - V, 66)

e posta la scheda sul piatto, lo alzerà per lasciarla scivolare all'interno dell'urna; quindi tornerà al proprio posto.
Compiute le operazioni di voto si procede alle operazioni di spoglio. Il primo scrutatore agita le schede nell'urna per mescolarle mentre l'ultimo scrutatore le conteggia una ad una ponendole in un'altra urna vuota, più piccola. Se il numero non corrispondesse al numero dei cardinali elettori le schede andrebbero bruciate subito, senza spoglio.
Il primo e il secondo scrutatore osservano e leggono il nome scritto su ciascuna scheda, mentre l'ultimo lo pronuncia a voce alta perché anche i cardinali elettori possano tenere il conto. Ciascun scrutatore riporta i voti in appositi fogli.L'ultimo scrutatore legge le schede e contemporaneamente le fora dalla parte interna, dove si trova la parola "Eligo", per farvi passare un filo. Una volta finito lo spoglio, l'ultimo scrutatore fa un nodo ai due capi del filo e lo pone in un contenitore.
Post-scrutinium. Quest'ultima fase comprende il conteggio dei voti e il bruciamento delle schede nella stufa, solo dopo il secondo scrutinio eccetto per il pomeriggio del primo giorno o in caso di avvenuta elezione già al primo scrutinio.
Gli scrutatori assommano i voti che ciascuno ha riportato. Sia che il quorum sia stato raggiunto sia in caso di esito negativo i revisori devono controllare tutte le schede e le annotazioni degli scrutatori per vigilare sul loro operato. Se il quorum non è stato raggiunto si procede a un'immediata nuova votazione, eccetto che per il primo giorno di conclave. Nel secondo scrutinio i cardinali ripeteranno le stesse operazioni ma senza pronunciare di nuovo il giuramento o altre ripetizioni. Al termine della seconda votazione e prima che i cardinali abbandonino la Sistina, le schede del secondo e del primo scrutinio vengono bruciate dagli scrutatori, dal segretario del collegio e dai cerimonieri, richiamati dall'ultimo cardinale diacono. Si fa ordine a ciascun cardinale di consegnare i propri appunti al camerlengo o ai cardinali assistenti, affinché anch'essi siano bruciati. È inoltre previsto che il camerlengo e i cardinali assistenti stilino una relazione sull'esito di ciascuna sessione di voto da consegnare al nuovo pontefice in una busta sigillata.
Elezione e proclamazione del nuovo pontefice
Se per un candidato i voti raggiungono i due terzi dei votanti, l'elezione del pontefice è canonicamente valida. L'ultimo dell'ordine dei cardinali diaconi richiama il maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del collegio cardinalizio. Il decano o il vice decano oppure il primo cardinale dei cardinali vescovi si rivolge all'eletto dicendo:
(LA)
« Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem? »
(IT)
« Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - VII, 87)

e a risposta affermativa, soggiunge:
(LA)
« Quo nomine vis vocari? »
(IT)
« Come vuoi essere chiamato? »
(Papa Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis - VII, 87)

Il candidato risponderà con il nome pontificale. Dopo l'accettazione si bruciano le schede, facendo in modo che dalla piazza San Pietro possa vedersi la classica fumata bianca.
L'Ordo rituum conclavis prevede che, se il candidato non fosse vescovo, venga subito consacrato; lo stesso Ordo regola le procedure da seguire nel caso l'eletto risieda fuori del Conclave.
Stanza delle lacrime
Al termine del conclave il papa neo-eletto si ritira nella "stanza delle lacrime", ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta i paramenti papali con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro. Il nome di tale luogo deriva dal fatto che, si presume, il pontefice scoppi a piangere per la commozione e per il peso della responsabilità del ruolo che è chiamato a svolgere.
Tradizionalmente, nella sacrestia sono presenti paramenti papali di tre diverse misure, che possono approssimativamente adattarsi alla taglia del nuovo eletto. Nel caso teorico che il papa eletto non fosse un cardinale partecipante al conclave, la vestizione del nuovo papa avverrebbe sul luogo dell'annuncio.
Preghiera per il nuovo Pontefice e ossequio dei cardinali
Dopo la vestizione con i paramenti papali, il neoeletto ritorna nella Cappella Sistina e siede alla cattedra. Il cardinale decano invita il nuovo Papa, «eletto alla Cattedra di Pietro», a rileggere il testo di Matteo 16,13-19, con il quale Cristo promise a Pietro e ai suoi successori il primato del ministero apostolico.
Dopo la lettura evangelica e la preghiera per il nuovo Papa, i cardinali si accostano al Sommo Pontefice per prestargli l'atto di ossequio e di obbedienza. Infine viene intonato il canto del Te Deum. A questo punto il conclave è terminato.
Annuncio dell'elezione: Habemus papam
Il Cardinale protodiacono si affaccia quindi dalla loggia della Basilica di San Pietro e dà l'annuncio della nuova elezione con l’Habemus papam; seguirà il nuovo pontefice, preceduto dalla croce astile, che impartirà la solenne benedizione Urbi et Orbi
adattato da Wikipedia®

Le Origini del Con-Clave

Il "conclave", l'assemblea porporata nella quale viene scelto il Sommo Pontefice, rappresenta la mirabile singolarità di un sovrano assoluto eletto in modo democratico, collegiale. Tale peculiarità è riflessa dall'evidente etimologia latina del suo nome ed indicante la segretezza di un'assemblea che si svolge appunto a porte chiuse a chiave (cum clave). Per rinvenire l'origine non solo del termine, ma anche della legittimità del suo uso, non occorre ritornare agli albori della bimillenaria storia della Chiesa: giacchè i primi papi vennero eletti da tutti i membri del clero residenti nei pressi di Roma, fino al 1059 quando Niccolò II stabilì che fossero solo i cardinali a riunirsi tra loro. Per il primo vero conclave bisogna attendere altri due secoli, quando fu istituita la procedura attuale per ovviare ai sempre più lunghi periodi di vacanza della Sede Apostolica. Fu Perugia a rinchiudere forzatamente per la prima volta i principi della chiesa nel 1216, allorché non si decidevano ad eleggere il papa, e nel 1241 il senatore di Roma Orsini imprigionò per due mesi gli elettori nei ruderi di un carcere per accelerare i tempi della nomina, tanto che Celestino IV così nominato morì pochi giorni dopo l’elezione sfiancato dalla prigionia.
Il Palazzo Papale di Viterbo
Si arriva così a Viterbo, con il primo conclave del 1261 seguito alla morte del pontefice nella medesima città, cui ne seguì un secondo nel 1265 con l’elezione di Clemente IV. I conclavi viterbesi furono in tutto cinque, nel ventennio 1261-1281, ma il più famoso è quello del 1268, il più lungo della storia, durato quasi tre anni. Il problema era il completo disaccordo tra i 18 elettori, i quali dopo qualche mese di inutili tentativi si videro rinchiusi nel Palazzo Papale con i viveri razionati e guardie che circondavano l’edificio, sembra su consiglio di San Bonaventura da Bagnoregio. Ma neanche questo produsse i risultati sperati e verso la Pentecoste del 1269 si arrivò alla famosa decisione di scoperchiare il tetto della sala del conclave, ad opera del podestà Corrado di Alviano e del capitano del popolo Raniero Gatti. I cardinali furono costretti a montare delle tende nel salone per ripararsi dalle intemperie (i fori sul pavimento sono ancora visibili) e chiesero ed ottennero di far uscire Enrico di Susa che si era ammalato. Si andò tuttavia avanti per molti altri mesi, tra minacce, pressioni esterne e la morte di uno degli elettori, prima della fumata bianca che arrivò il primo settembre 1271 con l’elezione di Teobaldo Visconti come Gregorio X. Fu lui che nel concilio di Lione (1274) con la costituzione Ubi periculum, incorporata da Bonifacio VIII nel diritto canonico, stabilì che i cardinali venissero rinchiusi in un locale con il vitto ridotto dopo tre giorni e ancor di più dopo cinque giorni di votazioni senza esito: legislazione che andò in vigore dall'elezione del suo successore Innocenzo V (1276). Il conclave, secondo la prima legge di Gregorio X, doveva tenersi nel luogo stesso dove era morto il papa. Tuttavia, da Callisto III (1455) in poi, si tenne sempre a Roma, nel palazzo Vaticano, fino a Pio VII, che fu eletto in Venezia nel 1799 in pieno terrore napoleonico. Non poche modificazioni ed eccezioni subì la costituzione di Gregorio X per opera di varî papi, principalmente di Pio IV, Gregorio XV e Clemente XII, fino a che Pio IX, con la bolla In hac sublimi del 23 agosto 1871, accordò alla maggior parte dei cardinali la dispensa dalla tradizionale clausura. Ulteriori modifiche sono state introdotte da Paolo VI, il quale, con la Ingravescentem aetatem (1970) ha escluso dallo scrutinio i cardinali ottuagenari, da Giovanni Paolo II, che con la Universi Dominici Gregis (1996) ha soppresso i metodi di elezione per acclamazione o compromesso, per arrivare all'emerito Benedetto XVI che ha reintrodotto il quorum dei 2/3 anche oltre il 34° scrutinio (dopo il quale il predecessore aveva disposto la maggioranza semplice). 

Verso il Conlcave: Card. O'Malley

Nato a Lakewood (Ohio), nella diocesi di Cleveland, il 29 giugno 1944. Frequentate le elementari nelle scuole cattoliche Saint Gabriel a Pittsburgh e Sacred Heart a Reading (Pennsylvania), è entrato fra i Cappuccini negli anni della scuola secondaria.
Il 14 luglio 1965 ha emesso la prima professione dei voti semplici, ed il 14 luglio 1968 la professione dei voti solenni. Dopo gli studi filosofici e teologici nelle scuole interne dell’Ordine (Saint Fidelis College a Herman, Pennsylvania, e Capuchin College a Washington, D.C.), è stato ordinato sacerdote il 29 agosto 1970. Ha frequentato quindi l’Università Cattolica d’America a Washington, dove ha conseguito il "Master of Arts" nelle Scienze Religiose e, nel 1972, la laurea in Letteratura Spagnola e Portoghese. Dal 1971 al 1973 è stato vicario e primo consigliere per la formazione nel Collegio dei Cappuccini a Washington.
Nel 1973 è stato assegnato dall’arcidiocesi di Washington come direttore dell’Apostolato degli ispanici, a cui nel 1974 si è aggiunta la carica di direttore del Centro Cattolico Spagnolo e nel 1978 di assistente arcidiocesano del Terz’Ordine di San Francesco e di direttore per i Social Services for Spanish Speaking Ministries.
Nel 1978 è stato nominato direttore del programma della Conferenza dei Vescovi dello Stato di Maryland, a cui si è aggiunta la nomina a direttore dell’Ufficio di Sviluppo Sociale per l’arcidiocesi di Washington, e a vicario episcopale degli ispano-parlanti. Nominato vescovo coadiutore della diocesi di Saint Thomas nelle Isole Vergini il 2 giugno 1984, è stato consacrato il 2 agosto successivo, ed è divenuto ordinario della diocesi il 16 ottobre 1985, succedendo per coadiutura.
Il 16 giugno 1992 è stato trasferito alla sede residenziale di Fall River (Massachusetts). In data 3 settembre 2002, è stato trasferito alla sede di Palm Beach (Florida). Il 1° luglio 2003 Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo metropolita di Boston (U.S.A.).
Oltre l’inglese, parla correntemente lo spagnolo ed il portoghese, e conosce bene anche il tedesco, l’italiano, ed il francese.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Tagle

Nativo della capitale filippina, dopo le scuole primarie frequenta il Seminario di San Giuseppe nella sua città, dove studia filosofia, per poi iscriversi successivamente all'Università Ateneo de Manila dove segue gli studi di teologia. Il 27 febbraio 1982 è ordinato sacerdote e incardinato nell'arcidiocesi di Manila dall'allora vescovo di Imus Felix Paz Perez. Dal 1987 al 1991 è negli Stati Uniti d'America, dove frequenta la prestigiosa Università Cattolica d'America e ottiene il dottorato in teologia. Direttore spirituale e poi rettore del seminario della diocesi di Imus, dal 1985 al 1992 si trasferisce a Roma, per approfondire gli studi. Nel 1997 entra a far parte della Commissione Teologica Internazionale: è considerato «una delle voci più rappresentative del pensiero teologico asiatico». Parroco della cattedrale di Imus dal 1998, il 22 ottobre 2001 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Imus. Riceve la consacrazione episcopale il successivo 12 dicembre per l'imposizione delle mani del cardinale Jaime Lachica Sin, all'epoca arcivescovo di Manila. Nel 2005 è il vescovo più giovane a prendere parte al Sinodo sull'Eucaristia: nonostante questo è eletto nel Consiglio post-sinodale. Durante il suo episcopato a Imus rivolge la sua attenzione particolarmente ai giovani, che lo chiamano vescovo Chito, illustrando ogni settimane le letture in un video trasmesso su internet. Nel 2009 la diocesi di Imus ospita il primo incontro dei giovani asiatici, una versione continentale della Giornata mondiale della gioventù. Il 13 ottobre 2011 papa Benedetto XVI, dopo l'accettazione delle dimissioni per raggiunti limiti d'età del cardinale Gaudencio Rosales, lo nomina arcivescovo metropolita di Manila. Il 18 settembre 2012 è nominato padre sinodale della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il 24 ottobre 2012 papa Benedetto XVI annuncia la sua nomina cardinalizia nel concistoro previsto per il 24 novembre dello stesso anno.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Erdo

Il Cardinale Péter Erdo, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate dell'Ungheria, è nato a Budapest il 25 giugno 1952, primo dei sei figli in una famiglia di intellettuali. Ha svolto i suoi studi liceali al Liceo dei Padri Scolopi di Budapest.

Si è preparato al sacerdozio nel Seminario Arcivescovile di Esztergom e in seguito al Seminario Centrale di Budapest, svolgendo gli studi di teologia prima alla Facoltà di Teologia Arcivescovile di Esztergom e quindi nell'istituzione allora chiamata Accademia di Teologia Cattolica.

Ordinato sacerdote il 18 giugno 1975, a Budapest, tra gli anni 1975-1977 è stato attivo nella città di Dorog in qualità di vicario parrocchiale. Conseguito il dottorato in teologia nel 1976, tra gli anni 1977-1980 con la borsa di studio dell'Istituto Pontificio Ungherese ha svolto studi di diritto canonico a Roma, presso l'Institutum Utriusque Iuris della Pontificia Università Lateranense, a conclusione dei quali ha conseguito il dottorato in Diritto canonico (1980).

Tra gli anni 1980-1986 è stato professore di Teologia della Facoltà di Teologia Arcivescovile di Esztergom, ottenendo nel 1983 l'abilitazione in Teologia presso l'Accademia di Teologia di Budapest. Dal 1986 al 1988 è stato professore incaricato, dal 1988 al 2002 professore invitato della Pontificia Università Gregoriana.

Nel 1987 è stato nominato Rettore incaricato dell'Istituto Pontificio Ungherese a Roma. Presso l'Accademia di Teologia «Péter Pázmány» che nel 1999 è divenuta Università Cattolica, è stato professore, direttore di dipartimento, Decano, fino a divenirne Rettore. Dal 1996 al 2003 è stato anche preside dell'Istituto Postgraduale di Diritto Canonico.

Due volte (1995, 1996) ha svolto con borse di studio ricerche presso la University of California. Negli anni 1994-1995 è stato vicario giudiziale del Tribunale Arcivescovile di Esztergom. Tra gli anni 1994 e 1998 è stato vicario vescovile nell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest. Nel contempo ha insegnato come professore invitato alla Pontificia Universidad Catòlica Argentina (Buenos Aires, 1996) e alla Pontificia Università Lateranense (Roma, 1997).

Il 5 novembre 1999 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Puppi e ausiliare di Székesfehérvár, ed il 6 gennaio 2000 gli ha conferito l'ordinazione nella Basilica di San Pietro.
Dal 1986 è stato segretario della Commissione di Diritto Ecclesiastico della Conferenza Episcopale Cattolica Ungherese, dal 1999 ne è Presidente. È consultore della Congregazione per l'Educazione Cattolica, del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Ha partecipato alla preparazione di numerose leggi dello Stato riguardanti la libertà di religione e la Chiesa, in rappresentanza della Chiesa Cattolica, nonché alla preparazione di diversi accordi tra la Santa Sede e la Repubblica di Ungheria. Dal 2001 è membro della «European Academy of Sciences and Arts» (Salisburgo).

Ha svolto una poderosa attività di letteratura scientifica che ha portato come frutto circa 200 saggi e 20 volumi nell'ambito del diritto canonico e della storia medievale del diritto canonico. Ha fondato e diretto riviste e collane editoriali.

Il 7 dicembre 2002 Giovanni Paolo II lo ha nominato Arcivescovo di Esztergom-Budapest, e primate d'Ungheria. L'11 gennaio 2003 ha preso possesso della Cattedrale di Esztergom e il successivo 2 febbraio è stato accolto dai fedeli della capitale nella Concattedrale di Santo Stefano.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, del Titolo di S. Balbina.

È Membro:
- della Congregazione per l'Educazione Cattolico;
- del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi;
- del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Ravasi

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Presidente delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, è nato a Merate (provincia di Lecco e arcidiocesi di Milano, Italia) il 18 ottobre 1942 ed è originario di Osnago (Lecco).

È stato ordinato sacerdote dell'arcidiocesi di Milano dal cardinale Giovanni Colombo il 28 giugno 1966. Dopo aver perfezionato gli studi biblici a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Biblico, ha insegnato esegesi dell'Antico Testamento nella Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale e nei seminari della sua diocesi. Nel 1989 è stato nominato prefetto della veneranda Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana, la prestigiosa istituzione culturale milanese fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo.

Il 3 settembre 2007 Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo titolare di Villamagna di Proconsolare e contemporaneamente presidente del dicastero della Cultura e delle Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archelogia Sacra, invitandolo a porre la sua esperienza e le sue specifiche e riconosciute competenze al servizio del successore di Pietro e della Chiesa universale. Il 29 settembre dello stesso anno, nella basilica Vaticana, gli ha conferito l'ordinazione episcopale.

La sua vasta produzione letteraria ammonta a circa centocinquanta volumi, riguardanti soprattutto argomenti biblici e scientifici, opere particolarmente amate dai lettori per la capacità di interpretazione dei testi sacri, per la chiarezza e la finezza letteraria e poetica. Tra queste, le edizioni curate e commentate dei Salmi, del Libro di Giobbe, del Cantico dei Cantici e di Qohelet. Di recente ha curato la nuova edizione in più volumi della Bibbia di «Famiglia Cristiana». Ancor più noti al grande pubblico sono i libri Breve storia dell'anima (2003), Ritorno alle virtù (2005), Le porte del peccato (2007), Le parole e i giorni. Nuovo breviario laico (2008), 500 curiosità della fede (2009), Questioni di fede (2010). Collabora regolarmente con testate giornalistiche e radiotelevisive: da molti anni conduce, su una rete nazionale, la rubrica domenicale Frontiere dello Spirito, scrive su «L'Osservatore Romano» e su altri quotidiani, e per quindici anni ha tenuto su «Avvenire» la rubrica Il Mattutino.

Nel 2007 l'università di Urbino gli ha conferito la laurea honoris causa specialistica in antropologia ed epistemologia delle religioni. Nel 2010 è stato annoverato tra i soci onorari dell'Accademia di belle arti di Brera e insignito del diploma honoris causa di secondo livello in comunicazione e didattica dell'arte.

Assumendo la presidenza dei tre organismi curiali, ha impresso una significativa svolta al dicastero creato da Giovanni Paolo II per il dialogo con le culture e il mondo della non credenza, e alle due commissioni che si occupano di beni culturali ecclesiali e dell'archeologia sacra. Nel Pontificio Consiglio della Cultura, in particolare, ha dato priorità ad alcuni settori tematici, organizzando strategicamente il lavoro in «dipartimenti» che si occupano del rapporto tra scienza e fede (il cosiddetto progetto Stoq), del legame tra arte e fede, del dialogo con il mondo dell'ateismo e della non credenza (il «Cortile dei Gentili»), della comunicazione e del linguaggio, del dialogo con le culture emergenti.

Insieme ai suoi collaboratori ha realizzato già significativi momenti di dialogo culturale, ottenendo positivi riscontri da parte di scienziati e artisti, uomini di cultura e filosofi non credenti, desiderosi di allacciare nuovi rapporti con la Santa Sede e di confrontarsi senza pregiudizi con le istanze scaturite e motivate dalla fede cattolica, nei diversi campi della cultura. Si ricordano, ad esempio, il congresso internazionale su Darwin, a cui hanno partecipato scienziati di fama mondiale, tra cui alcuni premi Nobel, e l'incontro del Papa con gli artisti, tenutosi nella Cappella Sistina il 21 novembre 2009.

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia di San Giorgio in Velabro.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Dolan

I media d’Oltreoceano l’hanno da tempo ribattezzato il “Papa americano”. In effetti, Timothy Michel Dolan, arcivescovo di New York, è uno dei personaggi più influenti della chiesa cattolica made in Usa. Nato a Saint Louis, il 6 febbraio del 1950, ordinato sacerdote nel 1976, è uno dei capofila fra i “conservatori creativi”: religiosi che non fanno sconti sull’identità cattolica ma che –al contempo – sanno stare nella modernità. Un metro e ottanta di altezza, 61 anni, risata fragorosa, amante da sempre del cibo, del buon vino e dei sigari, Dolan guida la campagna dei vescovi americani contro l’amministrazione Obama e la decisione riguardante i datori di lavoro (tutti i datori, anche gli enti cattolici) chiamati a includere nelle assicurazioni sanitarie dei dipendenti il pagamento delle pratiche anticoncezionali. “Nessun compromesso sulla libertà di coscienza”, ha detto chiaramente in più di un’occasione il prossimo cardinale.

Nominato arcivescovo di Milwaukee nel giugno del 2002, è diventato arcivescovo di New York (succedendo al cardinale Edward Michael Egan dimessosi per raggiunti limiti d’età) il 23 febbraio del 2009, nominato da Benedetto XVI. Celebre anche per essere un uomo dalla battuta facile, molto popolare negli States, nel 2010 viene eletto dai vescovi statunitensi alla presidenza della conferenza episcopale.


fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Sherer

Il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo metropolita di São Paulo (Brasile), è nato il 21 settembre 1949 a São Francisco, municipio di Cerro Largo (RS), nella diocesi di Santo Ângelo (Brasile). I suoi genitori si chiamavano Edwino Scherer e Francisca Wilma Steffens.
Ha compiuto gli studi al seminario minore São José a Curitiba. Quindi ha studiato filosofia al seminario maggiore Rainha dos Apóstolos e teologia allo Studium theologicum, sempre a Curitiba. Poi ha studiato presso la facoltà di educazione all'università di Passo Fundo (1970-1975).
Ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 7 dicembre 1976 a Quatro Pontes, in diocesi di Toledo. Nel 1977-1978 è stato rettore e professore nel Seminario diocesano São José a Cascavel. Dal 1979 al 1982 e poi nel 1993 è stato rettore e professore nel seminario diocesano Maria Mãe da Igreja, a Toledo. Dal 1980 al 1985 è stato professore di filosofia presso la facoltà di scienze umane Arnaldo Busatto a Toledo e, dal 1985 al 1994, professore presso l'Universidade Estadual do Oeste do Paraná, a Toledo. Nel 1985 ha insegnato teologia presso l'Istituto teologico Paulo VI di Londrina. Nel 1985-1988 è stato vicario parrocchiale e parroco della parrocchia-cattedrale Cristo Rei di Toledo e membro della commissione nazionale per il clero nell'ambito della Conferenza episcopale brasiliana.
Nel 1991-1992 è stato rettore del Seminario teologico di Cascavel. Dal 1991 al 1993 ha ricoperto l'incarico di direttore e professore del centro interdiocesano di teologia di Cascavel. Nel 1992-1993 è stato membro della commissione teologica del Regional Sul II e, dal 1994 al 2001, consultore della Congregazione per i Vescovi.
Ha conseguito il dottorato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (1988-1991) e si è specializzato con un master in filosofia presso la stessa Università (1994-1996). Ha svolto una vastissima opera di insegnamento, per la quale ha avuto una particolare passione. La dimensione educativa e formativa è stata, infatti, la caratteristica principale del suo sacerdozio e del suo episcopato.
Il 28 novembre 2001 è stato eletto alla Chiesa titolare di Novi e nominato ausiliare dell'arcivescovo di São Paulo. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 2 febbraio 2002, a Toledo. Ha scelto come motto episcopale: In meam commemorationem.
Dal 2003 al 2007 è stato segretario generale della Conferenza episcopale brasiliana. Il 21 marzo 2007 è stato nominato arcivescovo di São Paulo. È succeduto nell'incarico al cardinale Cláudio Hummes, nominato da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per il Clero.
Sempre nel 2007 ha svolto l'incarico di segretario generale aggiunto della quinta Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Caraibi, svoltasi ad Aparecida, che ha visto la partecipazione del Papa. E proprio come arcivescovo di São Paulo ha accolto Benedetto XVI pellegrino in Brasile dal 9 al 14 maggio di quest'anno. A São Paulo il Papa ha canonizzato Frei Galvão, a cui egli è particolarmente legato così come tutta la gente della sua arcidiocesi.
Ha indicato proprio nell'insegnamento e nella testimonianza di Benedetto XVI a São Paulo e ad Aparecida i punti centrali della sua missione come pastore: la centralità della parola di Dio, la forza della carità, con una particolare attenzione alle tante «sacche» di povertà che contraddistinguono tragicamente la realtà brasiliana. E ancora, l'attenzione ai giovani, la catechesi, la formazione, la difesa della vita e la riaffermazione della centralità della famiglia nella società.
Tra le sue opere principali, da ricordare Justo sofredor: uma interpretação do caminho de Jesus e do discípulo (1995).

Presidente delegato alla 12ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (Ottobre 2008).

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 24 novembre 2007, del Titolo di Sant’Andrea al Quirinale.
È Membro:

* della Congregazione per il Clero;
* del Pontificio Consiglio per la Famiglia;
* della Pontificia Commissione per l'America Latina;
* della Commissione Cardinalizia di vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.);
* del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede;
* del XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Oullet

Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec e Primate del Canada, è nato l'8 giugno 1944 a Lamotte, nei pressi di Amos nell’Abitibi.

È il terzo degli otto figli di Pierre Ouellet e di Graziella Michaud.

Dopo aver svolto gli studi teologici nel Seminario Maggiore di Montréal (1964-1968), nel 1968 ha conseguito la licenza in teologia presso l'Università di Montréal. Ordinato sacerdote per la Diocesi di Amos il 25 maggio 1968 nella sua parrocchia natale, è stato nominato vicario della parrocchia Saint-Sauveur di Val d'Or (1968-1970).

Successivamente ha insegnato filosofia nel Seminario Maggiore di Bogotà, in Colombia, allora diretto dalla Provincia canadese della Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio. Prima di unirsi ai sulpiziani, da febbraio a maggio del 1972, ha svolto il noviziato presso il Seminario di filosofia di Montréal.

In seguito ha studiato a Roma, dove nel 1974 ha ottenuto la licenza in filosofia della Pontificia Università San Tommaso d'Aquino. Inviato, nel 1974, nel Seminario Maggiore di Manizales in Colombia, nel 1976 è stato richiamato nel Seminario Maggiore di Montréal, dove ha lavorato fino al 1978.

Ripresi gli studi, nel 1983 ha conseguito il dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana. Nominato, nel 1982, membro della direzione e docente nel Seminario Maggiore di Cali, in Colombia, è stato inoltre responsabile dei canditati sulpiziani.

Nel 1984 è diventato rettore del Seminario Maggiore di Manizales.

Nel 1988 è stato eletto primo consultore del Consiglio della Provincia canadese dei sulpiziani, incarico che ha svolto fino al 1994. Nel 1988 è stato nominato membro della direzione e docente del Seminario Maggiore di Montréal, dove è diventato rettore nel 1990, per poi svolgere lo stesso incarico nel 1994 presso il "St. Joseph's Seminary" di Edmonton.

Dal 1995 al 2000 è stato consultore della Congregazione per il Clero. Nel 1996 è stato eletto consultore del Consiglio generale dei Sacerdoti di San Sulpizio. Nel 1996-97 è stato docente presso l'Istituto Giovanni Paolo II della Pontificia Università Lateranense a Roma, diventando, nel 1997, titolare della Cattedra di Teologia Dogmatica.

Eletto Vescovo titolare di Agropoli e Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani il 3 marzo 2001, il 19 marzo seguente, nella Basilica di San Pietro, ha ricevuto l'ordinazione episcopale da Giovanni Paolo II. Come motto ha scelto: "Ut unum sint".

È stato Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Membro della Commissione Interdicasteriale Permanente per la Chiesa in Europa Orientale, Segretario della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo; è Membro della Pontificia Accademia di Teologia. Il 15 novembre 2002 è stato nominato Arcivescovo metropolita di Québec. Ha preso possesso della Sede il 26 gennaio 2003. È il ventiquattresimo Vescovo, il quattordicesimo Arcivescovo e il settimo Cardinale dell'Arcidiocesi.
Parla francese, inglese, spagnolo, italiano, tedesco.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, del Titolo di S. Maria in Traspontina.

È membro:
- della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti;
- della Pontificia Commissione per l'America Latina;
- del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.
fonte: zenit.org

Verso il Conclave: Card. Sodano

Il Card. Sodano è nato ad Isola d'Asti (Italia) il 23 novembre 1927, da Giovanni e Delfina Sodano ed è secondo di sei figli.

Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato (fino alla morte di Giovanni Paolo II, ndr), Vice-Decano del Collegio Cardinalizio, proviene da una famiglia rurale piemontese, che ha dato notevole contributo alla vita della Chiesa e dello Stato. Tra l'altro, il compianto padre dell'Arcivescovo, mancato poco prima del Concistoro nel quale il figlio è stato creato cardinale, è stato anche Deputato al Parlamento Italiano per tre legislature, dal 1948 al 1963.

Compiuti gli studi filosofici e teologici nel Seminario vescovile di Asti, li perfezionò a Roma ottenendo, poi, la Laurea in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e quella in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense.

Ordinato sacerdote nella storica Cattedrale astense il 23 settembre 1950, dedicò i primi anni di ministero all'insegnamento della Teologia Dogmatica nel Seminario diocesano ed all'apostolato fra la gioventù studentesca.

Nel 1959 fu chiamato al servizio della Santa Sede da parte dell'allora Sostituto della Segreteria di Stato, il compianto Cardinale Angelo dell'Acqua.

Dopo aver frequentato i corsi della Pontificia Accademia Ecclesiastica, fu destinato, successivamente, alle Nunziature Apostoliche in Ecuador, Uruguay e Cile, quale Segretario di Nunziatura. Richiamato a Roma nel 1968, per un decennio prestò la sua opera nell'allora Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. Durante tale periodo, ebbe modo di visitare la Romania, l'Ungheria e la Germania Orientale, quale Membro di Missioni della Santa Sede presso quei Governi.

Il 30 novembre 1977 il compianto Papa Paolo VI lo nominava Arcivescovo titolare di Nova di Cesare e Nunzio Apostolico in Cile. L'ordinazione episcopale gli fu conferita il 15 gennaio 1978 nella Collegiata di San Secondo in Asti, dal compianto Cardinale Antonio Samorè.

In Cile lavorò per più di dieci anni, visitando quasi tutte le diocesi e cooperando anche alla felice conclusione della mediazione pontificia fra Cile ed Argentina, per la soluzione pacifica della controversia sorta sulla sovranità dei due Stati, in alcune zone del territorio australe.

Il 28 maggio 1988 Sua Santità Giovanni Paolo II chiamava il Nunzio Apostolico in Cile ad assumere l'ufficio di Segretario dell'allora Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. Il 1° marzo 1989, con l'entrata in vigore della Costituzione Apostolica "Pastor Bonus", egli assunse, poi, il titolo di Segretario per i Rapporti con gli Stati. Particolari attenzioni ha pure dedicato alla Pontificia Commissione per la Russia, di cui fu Presidente.

In forza del suo ufficio, ha rappresentato la Santa Sede in varie riunioni internazionali, soprattutto negli incontri dei Ministri degli Esteri della C.S.C.E. (Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa), tenutisi a Vienna, Copenaghen, New York e Parigi.

Il 1° dicembre 1990, il Segretario per i Rapporti con gli Stati era chiamato dalla fiducia del Santo Padre, ad assumere l'Ufficio di Pro-Segretario di Stato.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, del titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano (dal 10 gennaio 1994), ritenendo in commendam il titolo di Santa Maria Nuova.

Il 29 giugno 1991 è stato nominato dal Santo Padre Segretario di Stato.

Il 30 novembre 2002 è stato eletto Vice-Decano del Collegio Cardinalizio.

È membro:
- delle Congregazioni: per la Dottrina della Fede, per le Chiese Orientali, per i Vescovi;
- delle Pontificie Commissioni: per lo Stato della Città del Vaticano; Cardinalizia di Vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione.
fonte: zenit.org