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USA e ONU senza principi e senza morale

Pubblichiamo una breve ma assai interessante e sentita intervista al Patriarca caldeo iracheno Louis Raphaël I Sako, pubblicata in questi giorni sul Blog 'Stanze Vaticane'.

Beatitudine, qual è la situazione attuale dei profughi cristiani e yazidi in Iraq perseguitati dall’ISIS?

La situazione è tragica. Ci sono ancora persone rimaste a Karakosh e in altri villaggi. Sono privati di tutto. ISIS ha preso le donne e non sappiamo dove siano finite. Invece forzano gli uomini a convertirsi all’Islam. Le notizie sono sconcertanti.
Le famiglie rifugiate vivono in una situazione miserabile: settantamila vivono nella regione di Erbil e cinquantamila nella regione di Dohok. La maggioranza vive dentro le chiese e dentro le scuole. Hanno bisogno di tutto. La nostra preoccupazione è che le scuole fra poco apriranno e l’inverno è vicino. Le nostre chiese hanno fatto del loro meglio per accogliere e aiutare queste famiglie.

Renzi, quo usque tandem?

Il 22 febbraio scorso, giusto quattro mesi fa, il primo (speriamo anche l’ultimo…) governo Renzi giurava nelle mani del Presidente Napolitano: arrivavano le congratulazioni di Obama, Gad Lerner festeggiava il passaggio dall’Italia di Berlusconi a quella di Renzi[1], la Repubblica lodava lo stilnovista della politica per aver chiesto se a Palazzo Chigi ci fosse un tavolo dove lavorare[2] e l’Italia intera si faceva appassionare dalla fiera delle banalità indetta dal neopremier. C’era anche chi si riscopriva renziano della prima ora, dimentico delle posizioni di pochi mesi prima, ma delle dinamiche interne al PD ci interessa il giusto: quello che ci interessa fare oggi è, con uno sforzo immenso, dubitare che l’ex sindaco di Firenze si stia divertendo a fare il televenditore di sogni, e verificare speranzosi quali obiettivi sono stati raggiunti e quali promesse mantenute dal nuovo premier.

Farò una riforma al mese![3] garantiva in quegli stessi giorni di fine febbraio l’enfant prodige democratico: febbraio era diventato il mese delle riforme costituzionali ed elettorali, marzo il nuovo mese del lavoro, aprile della Pubblica Amministrazione e maggio del fisco. Rimane poi l’ultima settimana di giugno per veder partorire da Renzi & Co. il nuovo assetto della giustizia, e noi siamo sicuri che arriverà in tempo superando le nostre migliori aspettative... Poi venne il 12 marzo e Renzi si presentò al Consiglio dei Ministri con le slides: neanche Crozza avrebbe avuto un’idea più prolifica per la satira italiana! Ma in fondo, se i fatti fossero stati soddisfacenti, Renzi avrebbe anche potuto presentarsi in bermuda ed infradito all’incontro con la Merkel e non avremmo avuto nulla da dirgli se non i complimenti: purtroppo la riforma elettorale fa riferimento ad un sistema costituzionale ancora lungi dall’essere definito, con un Senato “non elettivo” non meglio definito. E che cosa dire della mirabile asta di auto blu indetta dal Governo: su 151 auto ne sono state vendute 22, ed al momento ci sono due auto alla strepitosa cifra di 200 €, una vera svolta per le casse dello stato!

Extraterrestre, portami via!

 Valli a capire gli italiani. Il 12 febbraio – pochi giorni prima la celebre staffetta Letta-Renzi – il 14% degli italiani si diceva favorevole a vedere il sindaco di Firenze a Palazzo Chigi. Il 3 marzo la fiducia personale nel nuovo premier era attestata al 64%. “Non mi fido molto delle statistiche – affermava uno scrittore americano - : un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media”: ed in effetti i sondaggi lasciano il tempo che trovano, si sa… Ma se vi è qualcosa di attendibile in questi numeri, una domanda sorge spontanea: che cosa avrà mai fatto Matteo Renzi nelle ultime settimane per guadagnarsi il favore degli italiani?

Rai, TV di Stato: ma quale?

Era il 22 novembre dell'anno scorso quando Brunetta, ospite di Servizio Pubblico su La7, chiese a Michele Santoro quanto guadagnasse: "Al massimo le posso dire quanto ho guadagnato l'anno scorso!" rispose piccato il conduttore, per poi ritirarsi ancora "Avrò guadagnato 250 mila euro, ma che ne so...".

L'altra sera su Rai3 la storia sembrava ripetersi: sempre l'indomito Brunetta all'attacco di Fazio, chiedendo delucidazioni circa le voci dl contratto da 5 milioni euro stipulato con il conduttore di Che Tempo Che Fa. Anche stavolta Brunetta è riuscito ad evidenziare tutte le lacune della Tv di stato, sempre più succube della sinistra: alla richiesta di trasparenza da parte di Brunetta, Fazio si è trincerato dietro ad un fragile muro fatto di "non parlo per il bene dell'azienda", "io faccio guadagnare la mia azienda" e - dulcis in fundo - "non ho condanne per frode fiscale".

La dittatura NO TAV

Roma. Anni '20. Per tutto il Ventennio la crescita della gioventù italiana era scandito dalle varie formazioni fasciste costituite ad hoc per educare le nuove generazioni al mito del Duce ed alla religione di stato del Fascismo: Balilla, Figli della Lupa, Gruppi Universitari Fascisti non sono solamente nomi dei libri di storia, ma realtà realmente esistite e vissute, necessarie per la costruzione del potere.

Germania. 1926. Nasce la Gioventù Hitleriana: dopo la presa di potere del Fuhrer l'organizzazione giovanile del partito nazional-socialista è diventato strumento imprescindibile per il controllo del popolo tedesco in ogni sua attività, attribuendo al regime stesso la prerogativa della formazione dei giovani.

Italia. 2013. Nelle scuole italiane veine introdotta de facto una nouva materia: l'indottrinamento NO TAV. Tempo fa ci fu il caso dell'Istituto 'Enzo Ferrari' di Susa, recentemente una scuola di Avignana si è resa nuovamente protagonista di un gesto simile.

Amnistia: davvero efficace?

Nel suo ultimo messaggio alle camere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha evidenziato "l'incostituzionalità del sovraffollamento brutale delle carceri", tracciando le linee giuda per partire con riforme di amnistia e indulto: cancellazione dei reati minori e 3 anni di sconto su tutte le pene. A beneficiarne però, e questo non si legge nel messaggio, sarebbero i politici condannati o indagati.Il messaggio alle Camere del capo dello Stato ha acceso subito le polemiche. Napolitano pone al Parlamento “con determinazione e concretezza la questione scottante”, e mette di fronte agli onorevoli i seguenti dati:64.758 detenuti in carcere con una capienza di 47.615 posti. ”L’Italia – ha spiegato il capo dello Stato – viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti”. E fin qui, tutto vero. E' necessario un intervento dei parlamentari per risolvere questa situazione. Poi, tornando a monte dell'articolo, il presidente parla allora di amnistia. E qui parte la radice delle polemiche e la radice della domanda a titolo.

Lampedusa, l'Italia e l'Europa: la vergogna di media e politici

L'hangar di Lampedusa è pieno di tantissime bare allineate, alcune senza nome, altre bianche e di dimensioni ridotte: Lampedusa però è piena soprattutto dei sensi di colpa degli italiani, della certezza di essere corresponsabili non solo dell'ultima terribile strage di migranti, ma di tutte le vite spezzate dalle onde di un Mediterraneo pieno di speranza e allo stesso tempo di morte. E probabilmente proprio a causa di questa situazione psicologica è stato possibile oltraggiare la memoria delle vittime con gli atteggiamenti di certi media incapaci di cogliere la drammaticità del momento e la gravità del problema e di una classe politica che ha dimostrato per l'ennesima volta il proprio livello.

SOS Costituzione: ostaggio della sinistra

Il 12 ottobre è prevista a Roma una manifestazione dallo slogan 'Costituzione, via maestra': in un periodo di sfiducia nei confronti della politica, di crisi dei partiti e dell'intero sistema bipolare, finalmente un'occasione per ricordare ai nostri politici l'importanza della nostra Costituzione. In un mondo normale sarebbe una bellissima notizia. Peccato che siamo in Italia, dove anche battersi contro la mafia è diventato prerogativa della sinistra. Eh già, perché a difendere la nostra Carta Costituente ci saranno Nichi Vendola, Stefano Rodotà, Maurizio Landini e compagnia cantando, compresi un gran numero di ex tesserati PCI.

La finta fiducia

A meno di 24 ore dalla fiducia al governo, che apre di fatto un Letta bis, cerchiamo di dare in breve qualche chiarimento su quanto avvenuto ieri, e perché in realtà Letta non può gioire, così come non può essere contento Berlusconi, Alfano, e-ovvio-tutti gli italiani.

Qualche numero: la fiducia è arrivata con 235 sì e 70 no. Nelle file del Pdl ha votato no alla fiducia Vincenzo D'Anna. Non hanno, invece, risposto alla chiama alcuni "falchi": tra questi Sandro Bondi, Augusto Minzolini, Rocco Crimi, Manuela Repetti, Alessandra Mussolini e Francesco Nitto Palma.

Il Papa scomunica il prete pro-gay: ma il Fatto tace


Il Fatto Quotidiano sembra essere sempre stato piuttosto interessato alla figura di Papa Francesco, incensato come il pontefice progressista, democratico - magari anche un po' comunista - che slava la Chiesa dalle idee retrograde di Benedetto XVI: inutile ricordare quanto sia storpiante la descrizione che il giornale di Travaglio rende di Papa Francesco, ma negli ultimi giorni è arrivata una notizia che Travaglio ha attentamente evitato di pubblicare.

Berlusconi ed il suicidio perfetto

Alcune settimane fa Sallusti dalle pagine del suo Giornale tuonava contro gli artefici di un 'omicidio perfetto', ovvero dell'eliminazione di Silvio Berlusconi tramite una triplice azione: limitazione della libertà personale con la condanna in Cassazione, inagibilità politica grazie alla legge Severino e annientamento economico con la condanna a risarcire profumatamente De Benedetti. Ebbene, noi non eravamo d'accordo perché - a nostro modesto avviso - l'omicidio perfetto non esiste: lo spettacolo al quale stiamo assistendo in queste ore sembra rappresentare invece un suicidio perfetto.
Dopo settimane di estenuante incertezza politica - a destra come a sinistra, senza alcuna distinzione - il Cavaliere ha fugato ogni dubbio e preparato prima le dimissioni dei parlamentari azzurri, poi ha ordinato ai ministri del PdL di abbandonare la nave sulla quale lui stessi li aveva fatti imbarcare: le motivazioni che ci portano a considerare in maniera così negativa l'operato dell'ex-premier sono diverse, ma tutte piuttosto semplici.

Il 'Boldrinismo', la sindrome che affossa l'Italia

Se c'è una cosa che potenzialmente rischia di distruggere il sistema Italia è quell'atteggiamento, quella patologia chiamata in maniera amichevole "Boldrinismo". Ovviamente ha come "capo" il presidente il presidente della Camera l'on. vetuste tradizioni della televisione italiana, che tendono a mercificare la donna e a sminuirne l'affermazione nella società". Quindi nelle ultime settimane la Boldrini si è letteralmente lanciata in azioni d'attacco per eliminare, con successo, Miss.Italia e le veline di Striscia(potrebbe avere anche ragione, perché no...ma la scelta di rimpiazzarle con...i velini...lascia a dir poco perplessi!); e non solo:si è scagliata contro chi manda spot dove compaiono mamme che servono a tavola...parlando con una vigoria che meriterebbero al più i grandi problemi economico-sociali italiani, su cui-come è ovvio-non si pronuncia.
Laura Boldrini. In che cosa consiste? Nel dichiarare cose effettivamente assurde e inaudite, ma farle passare per normali, giuste e magari anche discuterne in parlamento. Negli ultimi giorni la onorevole "Rossa" ha incoraggiato a lasciare alcune "

E c'è chi la segue: Cecile Kyenge, con infelici dichiarazioni sui rom (in sostanza ha detto che se rubano è colpa degli italiani), Ivan Scalfarotto, che definisce le correzioni della legge anti-omofobia..."salvavescovi"!
E tanti, tanti altri...Con una buona dose di moralismo, tanto per gradire. E il paese continua, inesorabilmente, ad affondare, con buona pace del Boldrinismo.



La 'ricetta anticrisi': la partecipazione politica

Il videomessaggio di Berlusconi è finalmente arrivato: dopo giorni di attesa - si era detto che sarebbe arrivato domenica, poi lunedì, alla fine solo mercoledì - gli italiani hanno potuto riascoltare la voce dell'ex premier, che non appariva dal 1° agosto scorso. Un messaggio molto forte, che conferma il Presidente nelle sue posizioni, un messaggio chiaro, a tratti molto sentimentale ma caratterizzato da un filo conduttore che, estrapolato dal contesto, può sicuramente essere comunemente accettato: anzi, se alcuni passi del messaggio in questione fossero serenamente accolti da tutti gli italiani, il futuro - quantomeno politico - del nostro Paese sarebbe più roseo.

Giorgia Meloni: il rilancio della destra italiana?

Una nuova speranza per la destra italiana? Così sembra, grazie ad Atreju 2013, la festa annuale del centrodestra italiano, organizzata da Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni.

Ogni anno ad Atreju vengono invitati ospiti da ogni dove politico-sociale. Ma quest'anno gli esponenti della galassia conservatrice hanno gettato le fondamenta di un’unica casa comune. La cui fisionomia è improntata al rifiuto dell’Unione Europea dei banchieri e dei mercanti e del suo pilastro monetario soggetto ai diktat tedeschi” in nome di parole d’ordine come sovranità economica e identità nazionale, all’ostilità contro “la tirannia del relativismo multiculturale, alla tutela intransigente dei 'valori non negoziabili'.

La Guerra del Nobel per la Pace: una contraddizione in termini

In un mondo normale non ci dovremmo preoccupare della caldissima situazione siriana. Chi infatti potrebbe immaginare che un premio Nobel per la Pace possa scatenare un conflitto che da più parti è stato definito come potenziale terza guerra mondiale. Giusto un folle potrebbe immaginare lo stesso premio Nobel caldeggiare il Congresso degli Stati Uniti d'America ad intervenire militarmente in Siria. Purtroppo il nostro mondo non è normale. E non ce ne siamo accorti oggi, ma il 9 ottobre del 2009, quando ad Oslo il presidente Obama è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Ecco, quel giorno abbiamo avuto la certezza che il mondo non è normale: già quando il Nobel non fu assegnato all'uomo che con le sue preghiere era riuscito a far sgretolare l'URSS senza spargimenti di sangue - Giovanni Paolo II - qualche dubbio era sorto. Ma premiare il presidente della nazione più bellicosa della storia è stata l'ennesima triste conferma.

Ricordiamo i buoni propositi di Obama durante la sua prima campagna elettorale: chiudere Guantanamo - ed infatti è ancora aperta -, ritirare le truppe dall'Afghanistan - e infatti oggi Marines e droni statunitensi sono anche in Yemen, Somalia e Pakistan - e proporsi come mediatore internazionale per la pacificazione del medioriente - e infatti ha spinto la Nato ad agire in Libia ed oggi è a un passo ad attaccare la Siria. Ma insomma, probabilmente nessuno si aspettava di meglio da un presidente degli States, perché - si sa - gli Americani hanno la guerra nel sangue: però logica vuole che il Nobel per la Pace non sia assegnato a chi - per esempio - non ha mai fatto nulla per limitare le armi nel proprio paese...

Il figlio di Vendola: volere=dovere?

Chissà se Vendola preferirà essere il genitore 1 o il genitore 2. Magari potrà fare a settimane alterne con il suo compagno. Sempre che il suo mai negato sogno di avere un figlio non rimanga per sempre tale. Rimane il fatto che Nichi non si arrende, e come lui nemmeno il suo compagno, Eddy Testa, che ha confermato in una recente intervista il desiderio di paternità (o di 'genitorialità' per dirla come 'loro').

Di obiezioni ne sorgono innumerevoli, ma la più scontata sarebbe di chiedere al governatore della Puglia ed al suo compagno se sanno come nasce un bambino... Tralasciando le facili battute alle quali si offre la tragica situazione, emergono due aspetti gravissimi: uno particolare ed uno generale. Partiamo da quest'ultimo.

Papa Francesco e l'appello per la pace: sulle orme di Benedetto XV e Giovanni XXIII

Era giovedì 25 ottobre 1962: Giovanni XXIII pronunciò in diretta radiofonica uno dei suoi discorsi più famosi e commoventi, invocando la pace su tutta la Terra e scongiurando di fatto lo scontro fra USA e URSS: dopo essere stato trasmesso in diretta il discorso fu tradotto in svariate lingue, comprese - ovviamente - inglese e russo: il tema della pace è sempre stato un tema caro a Giovanni XXIII, che, constatando la delicata situazione internazionale, sì appellò spesso ai governanti del mondo intero perché avessero a cuore la pace mondiale.


Un teatro dell'assurdo sulle spalle degli italiani

Peccato che Pirandello non sia più fra noi. Peccato davvero, perché ora come ora avrebbe avuto spunti infiniti per il suo teatro dell'assurdo: fatti alla mano verrebbe da pensare che Bersani,
Renzi, Epifani e Bindi si stiano mettendo d'impegno per emularlo, e - cosa ancor più triste - pare che ci stiano riuscendo.
L'Italia è in crisi - ci è stato ripetuto fino alla nausea, ma sempre meglio ricordarlo... -, sia a livello economico che a livello politico: da tre anni abbiamo governi tutt'altro che rappresentativi della volontà del popolo, che prima vota Berlusconi e si trova Monti, poi sceglie Bersani e si trova Letta. L'Italia rischia seriamente di tornare a breve alle urne, vanificando così anche i provvedimenti anti-crisi del governo Letta. Saccomanno dice che la crisi è quasi finita, ma è molto più probabile che finisca prima questo governo che la crisi. Insomma, i nostri parlamentari ne avrebbero di cose da fare: non dimentichiamo i tagli ai costi della politica, la 'questione Berlusconi', la riforma della giustizia, la rimodulazione - o l'abolizione - dell'IMU e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò purtroppo non sembra assomigliare tanto ad una trama del teatro dell'assurdo quanto più ad una tragedia moderna. Poi però c'è il Pd.

Berlusconi: la certezza nella politica del caos

“Io resisto! Non mollo! Resto io il capo del centrodestra. Prepariamoci al meglio!”. Il Cavaliere è tornato a parlare, più chiaro che mai: Forza Italia ha riportato i manifesti in città, gli aerei nei cieli, insomma, è l’unico partito che si è convinto che di qui a breve si tornerà alle urne. Forse qualcuno lo ha capito anche nel PD, ma sembra non gli si dia ascolto: Anna Finocchiaro ricorda l’urgenza della riforma della legge elettorale per non tornare al voto con il Porcellum, ma Epifani non sembra dare molto peso alle sue ragioni.

PD, sinistra ipocrita e fuori dal mondo

Tempo fa in un’allegra conversazione fra ex sessantottini sentivo opinioni convinte secondo le quali i PD fosse oramai l’unico partito del Paese: senza voler condividere o negare questa tesi, mi è sembrato quanto mai opportuno verificare quale credibilità possa avere il Partito Democratico, proprio in un momento in cui è realmente possibile che sia considerato l’unico partito d’Italia.

Si considerino per esempio le affermazioni dei vari Renzi ed Epifani che invitano Berlusconi a rispettare la sentenza sul caso Mediaset: una domanda sorge spontanea. Può il PD permettersi tali esternazioni? A nostro giudizio no, per svariati motivi. Per esempio per la vicenda Monte Paschi, che diventa sempre più oscura con il passare del tempo: la celebre frase di Bersani “il PD fa il PD, MPS fa MPS” è stata l’unico tentativo – alquanto goffo – di esprimersi a riguardo. Risulta gravissima non solo il silenzio dei media sulla questione, ma soprattutto la corta memoria dei democratici che si sentono in diritto di giudicare salomonicamente Berlusconi.