Il 12 ottobre è prevista a Roma una manifestazione dallo slogan 'Costituzione, via maestra': in un periodo di sfiducia nei confronti della politica, di crisi dei partiti e dell'intero sistema bipolare, finalmente un'occasione per ricordare ai nostri politici l'importanza della nostra Costituzione. In un mondo normale sarebbe una bellissima notizia. Peccato che siamo in Italia, dove anche battersi contro la mafia è diventato prerogativa della sinistra. Eh già, perché a difendere la nostra Carta Costituente ci saranno Nichi Vendola, Stefano Rodotà, Maurizio Landini e compagnia cantando, compresi un gran numero di ex tesserati PCI.
Rolando Rivi Beato: 'un prete in meno', un beato in più
Sabato scorso il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha celebrato la solenne cerimonia di beatificazione di Rolando Rivi, seminarista ucciso in odium fidei il 13 aprile 1945 a soli 14 anni; la motivazione dei suoi assassini fu tragicamente chiara: 'Avere un prete in meno' affermarono i partigiani responsabili della sua morte. La Gazzetta del PAGO commemora l'evento riproponendo il numero di Errata Corrige del 13 aprile scorso, dedicato alla memoria dei sacerdoti uccisi dalla resistenza comunista nel 1945.
I sacerdoti uccisi dai partigiani rossi
Emilia Romagna: tra il 7 agosto 1941 e il 4 febbraio 1951 vengono uccisi 130 sacerdoti tra parroci, religiosi, cappellani militari oppure semplici curati. Si respira il rovente clima di terrore rosso che si visse almeno fino al 1948 nel famoso «Triangolo della morte», in città e regioni dove i comunisti avevano acquisito il controllo di prefetture e delle forze di polizia. E il discorso si allarga fatalmente, oltre ai poveri preti uccisi - che finalmente vengono restituiti alla memoria e, quindi, alla pietà -, per spostarsi su migliaia di altre vittime, anch'esse spesso cadute dopo la fine ufficiale del conflitto civile: quegli «sconosciuti 1945», se non di più, di cui si è occupato con grande successo di pubblico Giampaolo Pansa.Libertà di Parola e Formazione dell'Opinione
2.Introduzione
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure„
Costituzione della Repubblica Italiana, art.21, c.1
La Carta Costituzionale del nostro Paese annovera fra i diritti dei cittadini espressi nella sua Prima Parte il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, in ogni forma e senza alcuna restrizione: dal 1° gennaio 1948 l’Italia dunque riconosce per legge la libertà d’opinione a tutti i suoi cittadini. Dopo 65 anni, tuttavia, il nostro Paese non può purtroppo essere orgoglioso del 57° posto che ricopre nella classifica stilata annualmente da Reporter sans frontière, organizzazione non governativa francese che si batte per la difesa della suddetta libertà: il Belpaese segue, quanto a libertà di stampa, paesi come l’Unione delle Comore, indipendente solo dal 2002, e il Burkina Faso, nazione dalla speranza di vita inferiore ai 50 anni. Eppure l’Italia può vantare non solo una tradizione più antica e radicata rispetto ai paesi di cui sopra, ma anche un passato segnato da uomini che hanno fatto della libertà di pensiero un motivo d’orgoglio:
"Il mondo è come una mappa che mostra il cielo" - Giovanni Paolo II
Cari giovani,
Giovani pellegrini sul sentiero della Vita,
Giovani pellegrini sul sentiero della Vita,
"Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Gv 10,10).
1. Questa sera queste parole di Cristo sono rivolte a voi, giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù.
Gesù dice queste parole nella parabola del Buon Pastore. Il Buon Pastore: che splendida immagine di Dio! Trasmette qualcosa di profondo e di personale sul modo in cui Dio si preoccupa di tutto ciò che ha fatto. Nella moderna metropoli è improbabile che voi vediate un pastore che cura il suo gregge. Ma possiamo riferirci alle tradizioni del Vecchio Testamento, in cui la parabola è profondamente radicata, al fine di comprendere la sollecitudine amorevole del Pastore verso il suo gregge.
La finta fiducia
A meno di 24 ore dalla fiducia al governo, che apre di fatto un Letta bis, cerchiamo di dare in breve qualche chiarimento su quanto avvenuto ieri, e perché in realtà Letta non può gioire, così come non può essere contento Berlusconi, Alfano, e-ovvio-tutti gli italiani.
Qualche numero: la fiducia è arrivata con 235 sì e 70 no. Nelle file del Pdl ha votato no alla fiducia Vincenzo D'Anna. Non hanno, invece, risposto alla chiama alcuni "falchi": tra questi Sandro Bondi, Augusto Minzolini, Rocco Crimi, Manuela Repetti, Alessandra Mussolini e Francesco Nitto Palma.
Il Papa scomunica il prete pro-gay: ma il Fatto tace
Il Fatto Quotidiano sembra essere sempre stato piuttosto interessato alla figura di Papa Francesco, incensato come il pontefice progressista, democratico - magari anche un po' comunista - che slava la Chiesa dalle idee retrograde di Benedetto XVI: inutile ricordare quanto sia storpiante la descrizione che il giornale di Travaglio rende di Papa Francesco, ma negli ultimi giorni è arrivata una notizia che Travaglio ha attentamente evitato di pubblicare.
Berlusconi ed il suicidio perfetto
Alcune settimane fa Sallusti dalle pagine del suo Giornale tuonava contro gli artefici di un 'omicidio perfetto', ovvero dell'eliminazione di Silvio Berlusconi tramite una triplice azione: limitazione della libertà personale con la condanna in Cassazione, inagibilità politica grazie alla legge Severino e annientamento economico con la condanna a risarcire profumatamente De Benedetti. Ebbene, noi non eravamo d'accordo perché - a nostro modesto avviso - l'omicidio perfetto non esiste: lo spettacolo al quale stiamo assistendo in queste ore sembra rappresentare invece un suicidio perfetto.
Dopo settimane di estenuante incertezza politica - a destra come a sinistra, senza alcuna distinzione - il Cavaliere ha fugato ogni dubbio e preparato prima le dimissioni dei parlamentari azzurri, poi ha ordinato ai ministri del PdL di abbandonare la nave sulla quale lui stessi li aveva fatti imbarcare: le motivazioni che ci portano a considerare in maniera così negativa l'operato dell'ex-premier sono diverse, ma tutte piuttosto semplici.
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